Vento del Nord

Vento del Nord , rude e prepotente,con un carico di gelo sulle spalle,

tu porti freddo, neve, ghiaccio e buioe adesso vieni qui tra la mia gente

e in questo mondo che raramente è tuo:Che cosa dici mormorando piano,

col fiato caldo che ti si gela in bocca

“Io porto il pianto di tutti quei bambini uccisi prima di scoprire il mondo, conoscerne gli spazi

 e le frontiere, sentire il vento e il sole sulla pelle:

Porto con me gli sguardi delle madri,colmi d’angoscia, paura ed ansieta’

occhi distrutti, vaghi, sconsolati,che ancora oggi si chiedono un perché:

Vento del Sud col sole sul mantello,ed i capelli sciolti sulle spalle,

tu che col caldo unisci le stagioni,cosa ci porti dentro la bisaccia

Io porto i raggi rossastri del tramonto, fuoco nel petto e aria appesantita per lunghe scie,

 immense di petrolio sparso nel mare, ormai inquinato e stanco:

Io vedo pure strane imbarcazioni,gente stipata sulle traverse sporche,

che vanno in mare senza cibo ed acqua sperando forse qualcosa che non c’è:

Vento dell’Est e Vento dell’Ovest. Voi che venite dai luoghi più lontani

E stringete tra le braccia intorpidite Un sole ombroso per il suo risveglio

Cosa lasciate dietro le montagne E dentro un cielo dai colori accesi?

Noi siamo venti antichi come il mare,

soffiamo scompigliando i prati in fiore, scherziamo con le nuvole e coi flutti,

  ci riserviamo un posto dove amare: Portiamo gioia, pace ed armonia

Ma solo col pensiero ci appaghiamo

Perche’ il tuo mondo non è piu’ lo stesso Di quello che narravano le fiabe:

Questa è la gente che oggi ti appartiene, non più capace di guardare un fiore in un deserto vasto e senza tempo,

 non più felici di osservare un bimbo in un radioso campo d’innocenza Noi non vogliamo restare nel tuo mondo

E adesso andiamo verso l’orizzonte Lasciando ombre scure sui fossati, fertili semi sugli argini dei fiumi

e grandi sogni di pace tra la gente: Andiamo via soffiando dolcemente

Per rischiarare la fronte di una madre, per carezzare il viso di un bambino

per asciugare dei molti vecchi il pianto

Rita Golini