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Il sole si sveglia tra i monti,
coperto dai veli rosati.
I raggi gli asciugano gli occhi
Che il sonno ha quasi appannati.
La neve dal grande biancore
Si tinge di bianco e di arancio
E accoglie con dolce calore
Questa e' l'alba del giorno che
nasce
Il sole ha iniziato il cammino
Grattando la cima alle Alpi
E il vento che soffia vicino,
gli addita una terra laggiu'
E� l�Italia sdraiata sul mare
La regina piu' bella del mondo
Questo e' il suolo che piu' si fa
amare
Sempre intriso di sogni e
belta'.
E' di verde il suo lungo
mantello,
e' di bianco il cappello
gelato.,
la bandiera che sventola al
vento
porta il sangue del suolo
macchiato.
Ora l�alba ha lasciato il
cammino
Verso un nuovo emisfero giu'
vola,
data l'ora e' iniziato il mattino
coi fanciulli che corrono a
scuola.
Anche il sole che mostra un
sorriso
Si sofferma un attimo ancora
Vede donne col velo sul viso
E stupito si gratta la chioma.
Il velo nasconde i capelli,
e forse fa parte del rito,
si vedono gli occhi e le mani
serrate sul lungo vestito.
E' un popolo strano che ingombra
Il nostro paese radioso,
e' chiuso,crudele,diverso
e' certo nel mondo il piu'
odioso.
Han messo dei grandi edifici
Vicino alle chiese piu' antiche
Calpestano i nostri ideali
E Cristo buttato alle ortiche.
Il sole sbadiglia annoiato
Perche' non riesce a capire
Poi butta con forza il suo fiato
Sui grossi mercati in citta'.
I banchi son pieni di frutta,
che danno colore e profumo
la gente che spinge e si butta
per scegliere il meglio per se'.
Vicino ai banconi ricolmi
Le voci si snodano in massa
Le frasi poi salgono piano
Verso un lungo e stentato
italiano.
Gli stranieri la fan da padroni
Nei mercati tra frutta e verdura
Sono loro che dettano i prezzi
Di questo Euro tagliato a
misura.
Il sole borbotta fra i denti
Sbuffando il suo caldo vapore:
Che voci, che chiasso, che genti
Che massa di poco valore.
Lasciando i mercati alle spalle
Il sole rimane estasiato
Ammira dei grandi negozi
Che offrono un mondo incantato.
Le vetrine son piene di luce,
vi son tende,tovaglie e caucciu'
son dragoni che mostrano il
fuoco
e collane intrecciate in bambu'.
Ci son fiori di mille colori
Che si affacciano verso la
strada,
sono grandi ghirlande di carta
stretti in piccoli anelli di
giada.
Questi fiori non hanno profumo,
ne' calore, ne' voglia di amare
sono solo fasulli e bugiardi
come tutta la merce che appare.
Ed il sole passando fa luce
Sopra il lungo ed ombroso
Appennino,
il suo caldo adesso conduce
alla pausa ogni buon pellegrino.
Or si innalza lo Zefiro dolce
Col profumo dell' acqua salata
Questa zona del Sud dell' Italia
e' di certo la parte piu' amata
Giu' nell' acqua bruciata dal
vento
Vi son perle buttate nel mare
Ogni perla e' un' isola bianca
Che la sorte ha voluto baciare.
Pero' adesso il sole trasale,
guarda l' ombra stagliata sull' onda
e' qualcosa che fa proprio male
poiche' oscura gran parte la
sponda.
Sono navi stracolme di intrusi
Che con zattere, chiatte,
barconi
Son venuti da luoghi lontani
E sull' isola fan da padroni.
E la gente che piena di rabbia
Perche' sola e' rimasta e delusa
Versa lacrime piene di odio
Non potendo salvar Lampedusa.
Alle isole ormai non rimane
Che chinare la testa al destino
E il governo che qui mai compare
Ha per sempre scordato il
cammino.
Il sole al tramonto vermiglio
Da uno sguardo all' Italia che
muore
E dopo un penoso sbadiglio
Si chiede con sordo rancore:
adesso che l' ombra serena
discende sui monti e sui piani
tra questa gran massa di gente
vi sono per caso italiani?
L�Italia non dice piu' niente
Sommersa dal mondo straniero
Piange piano perche' non si senta
Il singhiozzo che vola nel
cielo.
Nel suo grembo schiacciato e
indifeso
Non rimane piu' nulla da fare
Poi sospira con pena infinita
E lo sguardo perduto nel mare.
Rita Golino |