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La
Casa
Le
lacrime di Anna
si confondevano
con le gocce
d'acqua che
venivano giù dal
tetto,fuori
imperversava una
pioggia intensa
e
quel piccolo
tetto non
riusciva a
contenerla,secchi
e ciotole sparsi
un
po ovunque in
quella piccola
casetta
di
30 mq fatta di
mattoni e
lamiere,vi si
era trasferita
poco dopo
sposata con lei
un omaccione
alto robusto e
autoritario era
una guardia
giurata e con il
suo stipendio
manteneva la
piccola famiglia
ma non riusciva
a pagare un
affitto e decise
di costruire
quella baracca
vicino a quella
della madre per
poter acquisire
il diritto
accedere ad un
alloggio
popolare, in
quella piccola
città posta ai
piedi dei Monti
Peloritani
era
così che
funzionavano le
cose, dovevi
abitare per
20-30 anni
in "Tuguri"
per aspirare a
una casa
dignitosa.Anna
era una ventenne
di piccola
statura, era
abituata a
vedere quel
agglomerato di
lamine
dall'alto
poichè con i
genitori abitava
in un grazioso
appartamento al
terzo piano di
una palazzina,
ma non
immaginava i
sacrifici e gli
stenti
che si
dovevano
sopportare.Mentre
la pioggia
batteva forte
sul tetto
di
lamiere
diventando un
suono assordante,
Anna teneva tra
le braccia
la
sua bambina di
un anno appena
che si dimenava
tra le sue braccia per
scendere giù sul
pavimento ma non
poteva e l'unico
sfogo erano le
lacrime.
Sapeva
che era tutto un
provvisorio, e
cercava di
tirare avanti
con quel
sogno
nel
cassetto.Prendeva
esempio dalle
vicine che come
lei aspettavano
quell'alloggio,
tutte con tanti
figli e vivevano
quei disagi in
modo
esemplare.
dignitosamente
aiutandosi l'uno
con l'altro, si
incontravano
spesso alla
fontana comunale
per attingere
l'acqua,
e lì si
chiacchierava
del sogno comune
_LA CASA_.
Dovette
attendere 10
anni perchè il
suo
sogno si
avverasse
intanto la
famiglia era
cresciuta adesso
i figli erano
tre,
Anna aveva
coronato il suo
sogno un marito
che amava e che
era amata
tre
figli stupendi e
finalmente una
casa tutta sua.
Non toccò il
pavimento
con i
piedi quando
vide
l'appartamento
al 5° piano di
una palazzina
stupenda, un
lungo corridoio
e dentro un
cucina con
terrazzo che
dava
sulla
strada a
sinistra un
salone grande e
un altro
terrazzo con lo
sfondo
vista
mare doppi
servizi e tre
camere grandi.
-Carlo sono la
donna più
felice
del mondo.
Diceva Anna
facendo progetti
per come
arredare la
casa. -Carlo che
ne dici se in
questa camera
mettiamo
l'armadio.
Ma non
otteneva
risposta. -Carlo
voglio mettere
la panca in
cucina
-Ma Carlo
annuiva solo.
Anna si fermò un
pò a riflettere
nella sua
euforia non
aveva fatto caso
che Carlo era un
pò assente. -
Ma
Carlo non sei
anche tu felice
come me?? -Si,
ma certo che lo
sono. -
Ma Anna
non si convinse;
il tono della
risposta non era
di una persona
felice e lei
ormai conosceva
il marito anche
se la sua
felicità era
tanta
da non
farci caso.
C'era qualcosa
che non andava...
Ma questa era
un' altra storia.......
Giuseppa

 
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