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Il mio trapasso
Questa e' una cosa che e' capitata prioprio a me.
Alle ore 8.00 del mattino del 20/06/1973, sono stata ricoverata in clinica per dare alla luce il mio primo figlio.
Il mio bimbo decise' di venire al mondo alle 16:30,il parto fu difficile ed ancora di piu' il mio morale, malgrado mi ero preparata a livello mentale.
Ma... non fu' cosi'.
Quando cominciai a vedere che tutti avevano una persona cara vicino ed io nessuno,oltre i dolori anche la solitudine e la malinconia mi presero quindi cominciai ad abbattermi moralmente.
Solo verso le 19:00 ricominciai a riprendermi un po'mentre svenivo dai dolori.
Mi avevano messo le flebo e una signora mossa a pieta' perche' non avevo nessuno accanto mi teneva la mano per cercare di tenere fermo l'ago tanto che tremavo.
Dopo poco arrivo' mio marito, io ero sotto l'effetto dell'anestesia ed aprii appena gli occhi , ma lui non si accorse di questo mio movimento, ci guardava e piangeva, non riusciva a farsene una ragione
che prioprio nel momento che avevo piu' bisogno di lui... non c'era...
Ancora rivedo la sua disperazione. Il guaio e' che per me non fini' li.
Durante il parto avevo perso molto sangue ,quindi avevo bisogno di
trasfusioni, tra l'altro il mio gruppo era (0rh-) ed in giro non c'era
tanta gente con questo gruppo.
Passo' qualche giorno e mi fecero 2 trasfusioni di sangue...ma per me non fini' neanche allora.
In seguito all'anemia i punti del parto si riaprirono percio' il giorno 29/06/1973 mi rimisero di nuovo i punti.
Pensavo che il peggio fosse passato,infatti mi sentivo meglio.
In quella clinica si usava mettere il bambino accanto alla mamma,pertanto dovevo prendermi cura del mio bambino .
Quella sera io ebbi un collasso mi sentivo morire e
imploravo chi era nella stanza di accudire il mio bambino perche'... sentivo dentro di me che la morte mi stava portando via con se.
Infatti; vidi scorrere la mia vita come si guarda
un film e notai che il mio corpo rimase sul letto mentre la mia anima si distaccava.
Vedevo tante porte e cercavo di aprire per vedere cosa c'era dentro, mi spaventai tanto da mettermi a correre e nella corsa caddi in un cunicolo dentro era tutto nero ed io gridavo Dio- Dio- Dio mio aiutami ho paura mio Dio non mi abbandonare.
Da lontano scorsi un po' di luce, mentre la mia preghiera diventava sempre piu' forte,
Ecco... la luce, mi ritrovai su di un viottolo tutto lastricato di pietra viva che andava un po' in salita, li c'era una chiesetta tonda e di qua' e di la' delle aiuole verdi, dopo aver esplorato il tutto mi sedetti sull'erba. i miei occhi si fermarono su di una sagoma che veniva verso di me.
Mi sentivo bene, in pace, e non ricordavo nulla di tutto quello che mi era accaduto.
Intanto quella sagoma divento' sempre piu' chiara, era una persona anziana con capelli e barba lunghissimi bianchi come il latte che toccavano fino ai piedi come anche la veste
anche essa bianchissima.
Si fermo accanto a me e mi disse:<< che fai qui'? >> tu non puoi restare qui'; il tuo tempo ancora non e' finito.
Io dissi: sto' bene qui', mi sento leggera e non ho nessuna preoccupazione.
Ma lui mi ripete': devi tornare sulla terra il tuo posto e' li' hanno ancora bisgno di te, ed io no...
No io rimango qui,' e lui: non puoi, il tuo tempo non e' finito... cosi' molto dispiaciuta dovetti rifare il percorso all'indietro fino a rientrare nel mio corpo.
Non raccontai mai a nessuno questa storia.
Forse ora e' arrivato il momento giusto per farlo.
Tutte le volte che ripenso a quel giorno , lo rivivo attimo
per attimo. mi e' rimasta nel cuore una bellissima emozione che porto dentro di me ormai da 34 anni.
Questa emozione mi ha lasciato dentro tanta tanta pace.
Ringrazio Dio di aver permesso tutto questo.
Voi non potete comprendere cio' che si prova.
Una sensazione fantastica.
vera

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