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HO IL VISO
NASCOSTO TRA
LE MANI.

Il vero amore.
Ho il viso nascosto tra le mani,è
gelido,sudato,anche il mio corpo è scosso,sta tremando cosi forte che non
riesco più a comandarlo. Sono in balia delle
emozioni,della paura,del piacere. E’ da molto tempo che la osservavo,i miei
occhi erano come telecamere puntate sulla sua vita. La spiavo come si muoveva,cosa
faceva,chi incontrava. La conoscevo alla perfezione. Tutti i suoi orari,le
sue abitudini. Io ero ossessionato da lei!.
Cosi bella, delicata,sempre
perfetta. Aveva una fossetta sulla guancia,che quando rideva si pronunciava
ancora di più e la rendeva cosi innocente; le donava al viso un’espressione
da bambina. Tutto risale a due mesi fa.
Con un amico andai in centro per
una passeggiata e dinanzi ad una vetrina di libri volle entrare a dare
una sbirciata per acquistarne uno. Eccola lì,con la sua divisa a consigliare
i clienti verso una buona lettura. Rimasi folgorato. Mai mi era accaduta una cosa
simile; e mentre il mio amico sbirciava tra gli scaffali un buon romanzo,io
sbirciavo lei e tutti i suoi movimenti. Quando fu il momento di pagare
l’acquisto del mio amico, venni a conoscenza della loro amicizia. Si
salutarono con un abbraccio,si consigliarono delle letture e infine,lei gli
chiese di uscire insieme qualche volta.
Io rimasi impietrito,facendo la
figura dell’imbranato. Non ero io,di solito ero brillante,divertente,invece
davanti a lei non fui capace di dire niente,solo:”ciao”. Per tutto il giorno mi ossessionò
l’idea di averla avuta vicino e di non essere riuscito a farle una buona
impressione. Nemmeno al mio amico dissi nulla di ciò che avevo provato,anche
se lui dopo essere usciti dal negozio, continuava a chiedermi se stavo
male,perché ero divenuto taciturno.
Da quel giorno la mia vita
cambiò. Tutti i giorni andavo in centro,mi sedevo in un bar dal quale si
vedeva il negozio di libri,aspettavo che arrivasse e controllavo i suoi
spostamenti. Aspettavo il momento giusto per fare una prima mossa, ma la
paura di un rifiuto mi faceva rimandare sempre.
Una mattina eccola entrare nel
bar,stava con altri colleghi,mi vide ed accennò un sorriso. Tutto qui? Mi
chiesi. Rimasi profondamente deluso,nemmeno una parola. Ecco salire in me
l’ansia,l’angoscia per la convinzione che non le piacevo. Effettivamente non ero un gran
che,ma se mi avesse conosciuto meglio avrebbe apprezzato le tante altre
qualità che avevo. Cominciai ad essere nervoso,non
andavo più al lavoro,il mio unico obiettivo era riuscire a far innamorare di
me Lara.
Poi mi venne un atroce pensiero,e
se fosse fidanzata? I miei occhi si inondarono di odio per l’uomo che la
possedeva. Allora la spiavo,la seguivo
ovunque e tutte le sere l’accompagnavo a casa. Ero convinto di essere
attento,di non venire mai scoperto. Una sera però, mentre percorreva il
parco per tornare a casa decise di sedersi su una panchina. Mi apparve strano,era tardi,molto
buio,era pericoloso.
Ma lei se ne stava lì,tranquilla
ad osservare il silenzio della notte,fino a quando alzò la testa e mi guardò
dritto negli occhi. Ebbi un sussulto. Vieni qui! mi disse.
Ero emozionato e allo stesso
tempo euforico,finalmente era arrivato il momento di dirle cosa provassi per
lei. Mi avvicinai lentamente,con la testa in confusione e il cuore in gola
speravo mi venissero le parole giuste per spiegarle i miei sentimenti.
Mi misi accanto a lei e prima di
dire una parola lei mi urlò contro che mai e poi mai avrebbe potuto stare
con me,con un uomo che non rispetta le donne,che le spia e le segue ovunque.
Si alzò in piedi e con aria minacciosa mi chiese di non farmi più
vedere,altrimenti mi avrebbe denunciato.
Provai uno strano peso sul
petto,sentivo il sangue scorrere lungo le vene e le mie mani divenire forti.
Intanto nella mia testa strane idee si affacciavano,l’idea di non poterla
avere,di lasciarla ad un altro, di non poter trascorrere la mia vita accanto
a lei.
Mi alzai di colpo,le afferrai il
collo e cominciai a stringere. Le guardavo gli occhi divenire grandi, le
guance colorite spegnersi ed il suo corpo esile appesantirsi; e mentre
sentivo il suo ultimo respiro ebbi finalmente il coraggio di dirle ti amo. La lasciai cadere a terra e solo
tornato a casa mi resi conto di quello che avevo fatto…avevo amato
veramente.
Paola Antonelli 04/09/07


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