Nessuna scelta.

Fanciullo per scelta o per disgrazia?
nessuna scelta,
il destino scelse per lui,
costringendolo ad una vita senza libertà.


Ricordo il suo viso,
con l’espressione indifesa,
di chi osserva il mondo
con gli occhi di un bambino.
Quanta tenerezza
nel saperlo vivere a metà,
chiuso in un universo immaginario,
fatto di ricordi e fantasia.


Mi commuoveva vedere
quanta importanza dava a quelle poche cose che aveva,
un orologio,qualche penna e
pochi spiccioli in un portamonete.
Quanta semplicità nelle sue parole,
in quei gesti ripetuti meticolosamente,
come uno scolaretto attento,
attento a non essere sgridato.


Gli anni in cui ho vissuto insieme a lui,
ho imparato a conoscere
il dolore di non essere ascoltato,
l’importanza di essere capito,
l’infelicità di non essere ciò che si vuole.


Per tutti questi insegnamenti,
lo ringrazio
di aver fatto parte della mia vita,
augurandogli che ovunque si trovi ora,
assapori  la sua nuova identità,
fatta,finalmente, di LIBERTA’.
A mio zio Eligio
:

ti ricorderò sempre!

                      Paola Antonelli 2007-05-06