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Il
suo mondo.
In questo momento sto
pregando,
sto chiedendo di aiutare
chi amo.
Non so se servirà,
resteranno,forse,
solo parole.
Non importa,
credere in qualcosa
mi aiuta ad accettare,
a convivere con il male.
Signore tu che guardi
con il tuo
cuore,grande,immenso,
aiutala per favore
a non dimenticare,
almeno il mio nome.
Perdonami se sto
piangendo,
ma è triste l’idea di
non essere
ricordata,riconosciuta,
da chi ti ha messo al
mondo.
Signore la sua mente si
è offuscata,
ora vive tra passato e
allucinazioni,
in un mondo tutto suo.
Non so se le mie
preghiere
sono segnali d’amore o
di egoismo,
non so Signore se piango
per lei o per me,
perché ho ancora tanto
bisogno di lei.
Mi mancano le sue parole
incoraggianti,
le carezze rassicuranti,
gli abbracci affettuosi.
Avrei voluto che avesse
potuto
vegliare ancora su di
me,
vedere i miei traguardi
e perdermi nelle sue
strette
per le mie sconfitte.
Avrei voluto mi vedesse
il giorno delle mie
nozze,
che condividesse con me
la mia gioia

e la mia paura.
L’avrei voluta al mio
fianco
quando le regalavo un
nipotino
e guardare i suoi occhi
in lacrime
per la felicità.
Signore avrei voluto
tante cose,
ma forse mi devo
rassegnare
per questo destino,
triste e doloroso.
Quando sto con lei,
la tengo per mano,
le intono una canzone
e le sorrido con il
cuore,
aspetto ogni giorno
un cenno,
sperando
nell’impossibile,
sperando che torni dal
suo mondo,
chiamato alzheimer.
Ma so che mi illudo,
da lì non c’è ritorno.
Paola
Antonelli 2007-10-04
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