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Condannato per errore

Mentre un raggio di sole
Illumina i suoi occhi,
rimane fermo,
impassibile alla luce accecante,
come volesse imprimerla
per portarla via con se.
Solo,in quella cella umida,
avverte i passi forti,
decisi dei suoi carnefici,
e quel piccolo raggio
che lo scaldava,
lo squarcia a metà,
come una lama sottile
affonda nella carne inerte.
Il freddo lo assale,
tutto il suo corpo
non risponde al suo volere
e trema,trema,trema.
Intorpidito e spaventato
Aspetta che la porta si apra,
mentre stringe tra le mani
una foto sgualcita della sua libertà,
della sua vita privata,
privata dell’amore e della giustizia.
Condannato per errore!
E ‘ grande il suo dolore,
le lacrime solcano il viso pallido,
malnutrito e tormentato,
per una vita rubata,
la sua,
quella preziosa,
che amava vivere e scoprire.
Si asciuga il viso,
come a cancellare
la sua debolezza,
la paura di morire.
Alza gli occhi al cielo,
il suo sguardo è perso,
cerca un segno,
un conforto,
una risposta.
I passi incalzanti,
sono sempre più vicini,
si confondono con i battiti
impazziti del suo cuore.
Ora guarda quella porta,
aspetta il rumore delle chiavi
entrare nella toppa e il cigolio
del ferro arrugginito.
Tra le ciglia umide
sta spiando il volto del suo aguzzino,
essere maligno
dalle sembianze umane.
Al suo cenno,
i suoi passi,
lenti e pesanti avanzano,
facevano strada alla sua anima,
che da lì a poco
sarebbe tornata libera,
abbandonando il corpo
condannato a morire,
condannato per errore!
Paola Antonelli 2007-09-19
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