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Un
dialogo tra Amore,
Dubbio, Ragione,
Speranza e Paura. Tante
voci, un solo uomo, una
sola spettatrice.
Si
apre il sipario,
palcoscenico buio, un
uomo, solo, illuminato
da una luce tenue,
cammina avanti e
indietro senza pace. In
un angolo della scena,
cinque figure mascherate,
nella tipica tradizione
del coro nella tragedia
greca, assistono
immobili e rispondono
all’attore.
CORO:
L’hai persa, l’hai persa!
Abituati alla solitudine!
Arrenditi al silenzio
della tua esistenza,
vuota come questa
stanza!
LUI:
Tornerà da me? Mi
chiamerà mai? Cosa
cambia il colore della
luce, l’odore dell’aria,
il sapore nella mia
bocca? Cos’è che fa
male? Dov’è il dolore?
Qual è il nome della
malattia? Da dove viene
la gelosia e come si
uccide? La folle idea di
possesso che chiude gli
occhi della mente. Dov’è
nascosta la Ragione?
Puttana la Ragione! Sta
in mezzo a farsi
guardare e a strusciarsi
contro le cose,
inquinando i sensi e
frenando la Passione e
quando le cose vanno
male, scompare
vigliaccamente con passo
rapido ed occhi bassi,
tirandosi lo scialle
sulle spalle nude, come
una sgualdrina pentita.
Egoista la Ragione!
Toglie il sapore delle
cose e non lo
restituisce più. Oppure
è colpa della Passione?
Eccola lì ad urlare a
squarciagola notte e
giorno senza tregua.
Quando ti giri nel letto
la notte, apri gli occhi
la mattina, esci o torni
a casa. Voglio la Pace.
AMORE:
Ammettilo, non puoi fare
a meno di Lei e te la
prendi con noi. Sei
intriso di Lei in ogni
cellula del tuo corpo,
contaminato di ogni suo
odore, sapore, colore,
verso, espressione. Non
sarò certo io a
rovinarti (sei già
battuto). Perché dovrei
lasciarti? Il tuo animo
è comodo, caldo ed
accogliente. E poi Lei
mi merita..
RAGIONE:
Ah! E poi sarei io la
puttana! Ma sentilo
l’angioletto! Te l’avevo
detto che prima o poi ti
avrebbe mollato ma non
hai voluto darmi retta.
Prenditela con Cupido,
che dovrebbe alzare le
tende! Non c’è più nulla
su cui sperare né alcun
motivo di restare
innamorati.
SPERANZA:
E se invece non fosse
finita? Se le importasse
ancora di te… Solo 10
giorni fa eravate
insieme con sincerità e
passione dando vita ad
un’energia
sovrannaturale. E lei
questo lo sa.
LUI:
Temo che per Lei sia
solo un particolare che
ha deciso di ignorare.
Però quella tenerezza…
DUBBIO:
Cosa c’è dietro la sua
decisione? Un altro uomo?
Un futuro più sicuro? La
mancanza di amore?
LUI:
Se non ci fosse amore,
come nascerebbe
quell’energia? E non
posso più farne a meno.
Ma solo Lei può
ridarmela e solo da Lei
voglio essere amato.
DUBBIO:
Solo attrazione fisica
la sua..
LUI:
Non voglio credere!
SPERANZA:
Stai dando fuori di
testa! La conosci e sai
che ti vuole bene…
RAGIONE:
Si può voler bene anche
ad un criceto (fa meno
cazzate di te), ma
l’amore è altro. C’è
qualcosa che ti sfugge.
DUBBIO:
Ed io cosa dicevo?!
PAURA:
Vuoi la mia? E’ da tempo
che ti stava prendendo
le misure ed è così
intrisa di disillusioni
e stanchezza da non
riuscire neanche più a
crederti quando dici di
amarla.
LUI:
Mi farò credere. Non ho
altro bisogno nella vita
che amarla con tutto me
stesso. Al diavolo tutto
il resto. Non esiste
altro nei miei pensieri.
PAURA:
Non te ne darà più
occasione. Il vaso è
rotto…
AMORE:
Io lo posso riparare. Se
solo Lei mi ascoltasse….
RAGIONE:
(rivolta ad Amore) Non
perdi mai un’occasione
per farti notare! Quanto
a te stupido uomo, Lei
ormai non si ricorda
neanche più di te o il
pensiero la sfiora
distrattamente di tanto
in tanto, riportandole
alla mente che un giorno,
forse, stufa anche della
carta e dell’inchiostro
che stai annodando nei
tuoi pensieri, dovrà
chiamarti per liquidarti
definitivamente con
pietà o rabbia o
indifferenza. Ma ora
proprio non le va. Ha
altro da fare, da
pensare, da sognare….
LUI:
Non c’è davvero niente
che possa fare?
SPERANZA:
Solo Lei sarà arbitro
del caso. Solo Lei potrà
stabilire se ascoltare
la voce del cuore e
crederti oppure no. Solo
Lei. Solo e soltanto
Lei. Quanto a me, ti
sarò accanto finchè
vivrò ma sappi sin
d’oggi che non sono
molti i giorni che mi
separano dal non essere.
Prima di quel giorno
convincerò la Ragione a
sostenere la tua mente,
rendendoti forte ma
senza ostinazione.
Inoltre poiché si muore
ogniqualvolta si perda
qualcosa o qualcuno di
amato e la morte sorride
prima o poi a tutti gli
uomini, non resta che
sorriderle di rimando.
Ed è per questo, che
chiederò ad Ironia di
aiutarti a sorridere dei
tuoi errori e di far
alzare Amore dal
giaciglio della tua
anima.
Non allontanarlo
troppo però, perché tu
possa nuovamente
invitarlo a distendersi,
quando incontrerai
ancora due occhi come i
suoi, che possano dirti
ciò che ormai saprai
capire e riconoscere.
Quando vedrai ancora
quella luce, falla
sedere alla tavola della
tua vita e Dubbio e
Paura lasceranno il loro
letto alla Felicità per
il resto della tua vita.
Roma 2001
Nick 21Gr
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