
Ne abbiamo
fatti amico di chilometri da quei banchi
di scuola.
Ne abbiamo
percorsi di corridoi, aperte porte,
superati banchi, lavagne, libri.
Quando
l'orologio era immobile nell'ora di latino
e cercavi le risposte
fuori
della finestra, mentre erano le domande a
mancare ancora.
Quando i
professori dimenticavano il gruppo
puntando su un solo cavallo.
Quando i
suoi occhi facevano balbettare il cuore e
ridere la pancia.
Quando la
fuga erano le cuffie e due ruote a perder
dietro asfalto.
Quando un
abbraccio dopo un goal o dopo un concerto
era
tutto quello che sapevamo dare.
Quando
ascolto era tutto quello che non osavamo
chiedere.
Ne abbiamo
superati di esami amico mio da quei banchi
di scuola.
Ne abbiamo
incontrati da allora di occhi inquirenti,
scettici, arroganti.
Quando era
facile sorridere dei nostri 16 anni.
Quando era
logico dare non-risposte alle nostre
non-domande.
Quando non
volevano insegnarti o quando non era ora.
Quando il
primo che occupava il campo era sempre
quello che
dimenticava il pallone.
Quando
sognavamo di dedicarle una canzone e
finivamo a suonare
in
una cantina.
Quando
esistevano i lenti e aspettavamo tutta la
festa per chiedergliene uno.
Ne abbiamo
presi di autobus senza biglietto e tanti
altri ne abbiamo persi rincorrendorli a
perdifiato.
Ne abbiamo
scavalcati di cancelli, sfidato divieti,
solcato campi di terra con il sogno del
tiro perfetto,
con la
polvere nel naso e la sete di ore fino a
sera, sporchi di grida e libertà.
Quando
c'era chi ci pesava con uno sguardo e
preannunciava cosa non saremmo mai
diventati.
Quando
cercavamo albe assonnate su spiagge di
settembre.
Quando si
avvicinava l'ora della partenza per viaggi
diversi.
Quando
telefonava quello che aveva il gettone in
tasca.
Quando
abbiamo dovuto fare le dovute sottrazioni
e divisioni lontano dai banchi di scuola.
Quando a
contarsi alla fine eravamo sempre e ancora
noi.
Ne abbiamo
fatti amico di chilometri da quei banchi
di scuola.
Quando un
giorno ci chiederanno come eravamo,
forse non
sapremo rispondere.
Nick -
Novembre 2007