
Un
immigrante alato

Un giovane piccione un pò smarrito
Senza alcun permesso sulla mia terrazza
si è posato.
Tranquillamente e senza alcun invito.
Come se da sempre fosse abituato.
Tutti gli abbiamo dato il benvenuto
pensando che ciò fosse provvisorio.
Senza cacciarlo, l’abbiamo rifocillato.
Egli però scambiato ha ciò, per
dormitorio.
Poiché dopo d’aver ben beccato e ben
bevuto,
tranquillamente la notte lì ha passato.
Ed io per non offuscarlo, tacere ho
dovuto...
pensando che per l’in domani sia partito
senza ringraziamenti, nè commiato.
Ma quanto grande fu la mia sorpresa,
quando in mezzo ai piedi me lo ritrovo.
Mi sembrò perfino udire: sei stato a far
la spesa?
Tanto io ora da quì più non mi muovo.
Ora io più non sò come agire.
Mi muovo, mi rigiro, mi allontano,
nulla da fare.
Mi viene a beccare nella mano.
Ma dico io, ci vuole un bel coraggio
scegliere il mio terrazzo come porto.
È vero che al vederlo così saggio
non posso domandargli il passaporto.
Posso soltanto dirgli in pantomina
per non fare discriminazione,
di mettere almeno una mascherina.
E soltanto toglier via, per colazione.
Ollens57

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