TRISTE PESCE D’APRILE


Oggi primo di aprile, nel confinamento.
Un giorno bello tutto pien di sole
Ma una malinconia quì d’intorno sento
Ed una parte di me è gioia, e l’altra è dolore.

Poiché quella dama in nero qui attorno cammina.
E bussa passo passo ad ogni porta
Sempre di più a mé, ella si avvicina
Cercando di oltrepassare la mia scorta.

Il suo intento è di cercar persona
con l’aiuto d’un virus potente,
Il cui cognome si chiama corona,
che il sol parlarne fa tremar la gente.

Quando ella busserà da me... il mio pensiero:
che cosa dovrò fare?
Non credere al suo invito lusinghiero?
O schiuder l’uscio per lasciarla entrare?

Lasciarmi portare come una secca foglia?
Certo! Molto non ho più da sperare.
Quindi io resterò nel mezzo della mia soglia,
e con il pensiero non mi resterà che pregare.

Poi quando sarà giunta l’ora di partire...
Ebbene pago di me, partirò supino
Senza alcunché dire
E senza più riattraversar quel foro alpino.

Ollens 57