Dal mio letargo uscii nel tardo pomeriggio,

e in triste stato mi ritrovai a terra...

Un strano sogno sconvolto aveva il mio sonno;

il buono e il tristo si facevan guèrra,

ed il nipote si battea col nonno.

Alcuni si prostravano in preghiera,

altri della partenza volean fissar la data.

Molti in estate... volevano partire a primavèra,

ma questa possibilità, nel sogno non fu data.

Un brutto che volea cambiar di viso,

un’altro sperava riveder l’autunno in pieno invèrno,

ma agognava inutilmente il paradiso

colui che meritato aveva il fuoco eterno.

Da quello stato mi destai tra il lustro e il brusco

Alcuni resti... e una bottiglia vuota  accanto a me giacevan,

Tutto!

Oltre al contenuto... di quel buon lambrusco,

L’èssere mio, disciolto nel mio corpo aveva.

Stava cadendo il sole, ma notte ancor non era,

aperto avevo  gli occhi miei con pena,

mi guardai d’intorno,

solo èro lì... chiamato non mi avevano per cena...

Nulla udii, ne alcuno vidi attorno.

Per sola compagnia un’ombra smorta,  

che un mezzo sole cadente ,

lasciando ad una scialba luna il giorno,

al suolo proiettava alquanto storta.

Poi il buio cadde... spuntarono le stelle ad una ad una

Di nuovo mi assopii, per fare infine all’alba il mio ritorno,

indi venne l’aurora, e le mie idee più nette...

poteo apprezzare in chiaro, un nuovo giorno.

Ollens06-008