Sogno ad occhi aperti

Sogno ad occhi aperti

Quando d'estate nelle notti belle,

l'insonnia, il piacere di dormir mi toglie via,

mi levo, e dalla finestra aperta contare le stelle,

lascio vagabondar la fantasia

 

Ad una ad una come fossero perle,

vorrei farne una collezione la più bella ;

per offrirla al mio amor tutte infilarle

con un bel filo d'oro stella dopo stella.

 

A fantasticare cosi rimango un buon momento,

e conto...e infilo stelle da un orizzonte all'altro,

viaggiando, nell'infinito firmamento;

ad occhi aperti in quel momento io sogno e sono un'altro.

Quando quasi tutte contate le ho come d'incanto,

e soltanto qualche miriade ancor contar mi resta,

di contare ahimè di forze manco,

la stanchezza m'assale e invade la mia testa.

 

Fare la collezione completa oramai più non ho il tempo,

neppure volando, neppure sognando mai potrò arrivare,

di qualche miliardo d'anni un complemento

vorrei per infilarle tutte nel totale.

Quand'ecco l'alba infine che annuncia il giorno

e distoglie l'esser mio da quell'incanto,

scompaiono le stelle, ed io mi guardo intorno,

i piedi in tèrra ora ho! Sono contento!

Nefasta notte che il sonno mio hai turbato,

senza una stella continuerò ad amarla come i di d'allora,

quando della sua gioventù beltà ho amato,

amerò oggi la bontà del cuor suo più forte ancora.

Intanto passa il tempo lento ma sicuro,

e cosa mi resta ancor dei di d'allora?

Molti rosei ricordi!.. Ed altri purtroppo d'un color più scuro

che turbare i primi ahimè vengono ancora.

 

Ora dalle ingrate notti i di raggiungo a stento,

ed i giorni miei percorro d'un lento passo stanco,

lo spirito mio è già soffio, quel che pria era vento,

sol di ragione ancor tutta non manco

Anzi ben desto ancora son di sentimento,

so che più del mio amore ormai darle non posso,

verso il tramonto mi dirigo lento,

e collezioni di stelle non ha! Ne ho il cuor grosso.

ollens.-99