PER UN CONTROLLO

Per un
controllo fu che mi recai
dal mio dottore che mi avea già visto
ed oscultato... allora perché mai!
recarmi ancora la! Un imprevisto?
Il fatto stà che in fretta
e fuga,
mi disse che ricoverarmi
dovevo d’urgenza,
ma a passo lento di una
tartaruga...
piano mi fecero montar
nell’ambulanza.
Quando disteso e solo mi
trovai
sopra una portantina li
sdraiato,
nel lungo corridoio (un
gran viavai),
mi dissi: fino qui sono
arrivato.
Il resto non fu lungo ma
in salita,
tanto che prender dovemmo
l’ascensore
E infine arrivammo!
L’ascesa era finita...
dell’ospedale già annusai
l’ odore.
Giunto poi nell’esigua
stanzetta
e intorno a mé dottori ed
infermieri
indaffarati con relativa
fretta,
mi sono detto: non son
nato ieri!
Che sia arrivata già la
mia barchetta?
No! Ciò non poteva!
Partire senza salutare miei?
Questa è una cosa che far
mai non vorrei
cioè non ancora... non c’è
alcuna fretta.
Si ha buono nella vita
essere arroganti,
quando si è la si è meno
d’un coniglio,
ed io lo ero... riverso in
posizion d’attenti
cercando di ascoltare ogni
consiglio.
Di ciò che potevo o non
dovevo fare
Partir di casa senza far
colazione,
senza gustare un’ultima
fetta,
di quel buon prosciutto
col melone
un’insalata!! L’ insalata
del mio orto, alla ruchetta!
Ed un bicchiere di quel
buon nettare.
No! No! Mi dissi ciò
proprio non devo!
Allora mi rivolsi a chi di
giusto
per chiedere di rientrare
se potevo
e riflettere ad una
soluzione più a mio gusto.
Oh sommo ! Se tu sei come
mi han detto,
lascia partire in ferie i
figli miei!
In quanto a me, una volta
a casa, accetterò il verdetto
che sia con santi o in
compagnia con rèi.
Già per passare il mio
primo soggiorno
m’organizzai di meglio che
potevo
cercando di pensare...
solo al ritorno,
perché rovinar loro le
ferie, non volevo.
Non son di quelli che
invocano il cielo,
soltanto quando temono di
annegar nella tempesta.
O che solo in distretta
pregano il vangelo,
e a burrasca finita
brindano a gran festa.
Io d’annegato aveo solo i
polmoni
E qualche battito in più
del padron mio.
Per il resto... tutto aveo
ancora nei miei pantaloni
Null’altro era previsto
per un prossimo addio.
I primi cinque giorni son
quasi trascorsi,
quando un triunvirato di
dottori
dopo consulto e non pochi
discorsi
misero fine ai miei dubbi
più oscuri.
Dicendomi: per ora puoi
rientrare!
E ciò che importava per mé
èra il ritorno,
per il resto aveo tempo
di pensare,
ed eccomi ora quà, in
pieno giorno.
Sperando raccontar la
prossima puntata,
il susseguire di questo,
che è solo un contorno
non appena potrò
riprendere la strada
e risolti tutti i miei
piccoli problemi del soggiorno.
Ollens 28/07/007


