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Novembre
Mese triste del commemorare,
per chi ha perduto un essere
caro.
Poiché il tempo...
tutto non sa cancellare;
sempre rimane quel gusto d’amaro.
Ma la vita continua il suo corso,
sia nelle gioie, che nei dolori.
A nulla vale ogni ricorso.
A nulla vale che tu preghi o
implori.
Cosi... come ogni anno.
Anche quest’anno a vendemmia passata
Messo polpa e bucce nel vecchio
tino
quì aspetto paziente, del
fermentar la durata.
Sperando che il mosto diventi
buon vino...
da degustare come una volta,
quando ancora giovani e verdi di
vita,
tutti intorno a una dolce torta,
sulla lunga tavola, d’amore
imbandita.
Ma per la vita... un minuto è
oro,
e ogni sessanta con se, un’ora
porta
ch’ella preleva senza il sonoro.
Dalla mia carcassa, ora vecchia
e ritorta.
Per ogn’uno che prende, io uno
ne tolgo
e più ella è carica e più io son
leggero.
Ma di ciò non mi dolgo,
anzi ringrazio!
E non pongo
a ciò alcun cattivo pensiero.
Però non ringrazio il fattore
destino,
che ci rapì un amore dalla sua
culla,
come un ladro meschino
e che poi si dilegua nel nulla.
E dopo tant’ anni d’ogni
sessanta un’ora.
Per mé come fosse ieri.
Risorgono ancora
ricordi amari e tristi pensieri.
Di quella ahimé!
Vuota piccola culla.
Ollens47 3/11/2013


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