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Tanti,
tant’
anni or
sono,
come
tant’altri
varcai
la
frontiera
Chiedo
per
questo,
scusa,
se
non
venni
dal
mare,
e
non
sbarcai
in quel
di
Lampedusa
senza
arborar
bandiera.
Forse
per tema
di non
arrivare?
Ma cosa
cambia
Ho
traversato
le alte
montagne
Senza
trovare
un sol
filo di
rabbia.
Mi
hanno
accolto
dicendo:
Tu
viens de
la
montagne?
Rifocillandomi
con vin
caldo e
castagne.
Un
traduttore
mi ha
domandato:
Vieni
da
lontano?
Qual’è
il tuo
paese?
Vieni
per
sempre o
solo per
qualche
mese?
Mi
sentii
impacciato,
io il
cispadano
Ma mi
mostrai
educato
e
cortese.
Mi diede
un
impiego,
un
datore
francese,
Cui
non è
piu...
Ma
davanti
al suo
ricordo
ancor
oggi
m’inchino.
Quello
fu il
mio piu
duro, ma
felice
mese.
Indi legai
d’amicizia,
con un
transalpino
Che
regalato
mi ha,
un
vecchio
pastrano.
Un’altro
dì, vidi
passare
un tizio
strano
Seguito
da una
donna
cui
celato
il volto.
Conobbi
Infine,
un’ingrato
e stolto
Che criticava
il capo
ed il
paese .
Dalla
vergogna
mi
sentii
morire
Chi era
costui,
questo
villano?
Volli
scusarlo
senza
saper
dire:
Scusatelo
è
soltanto
un
baggiano
Ma
fummo in
molti a
pagarne
le spese.
E già
passato
era un
altro
mese.
L’Italia
è sempre
sul mare
sdraiata,
La
testa
sui
monti in
guisa di
cuscino
Il
resto si
bagna
nell’acqua
acqua
salata
Ed
accoglie
Sia un
bimbo
bianco
che il
bimbo
abissino.
D’estate
ha le
sponde,
grermite
di gente
Ben
pochi
estivanti
nati già
bronzati
Forse
che a
pancia
vuota
non sia
divertente?
Oppure
dal sole
sono già
bruciati?
Che
delusione,
che
delusione!
Chi
cerca il
sole e
chi la
colazione.
Mentre
molti di
quegli
estranei
intrusi
Senza
diploma,
zenza
professione
E senza
sugo nel
loro
tegame
Ma con
altre
dottrine,
ed altri
usi
Hanno
bimbi,
che
muoiono
di fame.
Una
vita!
Gli
anni già
che ho
lasciato
Il mio
bel
paese
per un
pezzo di
pane
Il mio
paese
che amo!
E ho
sempre
amato.
Come
me,
milioni
in quei
tempi da
cani
Partiti
a piedi,
con
treni o
barconi.
Emigrati
in paesi
lontani
Chi
carte
in
regola
chi solo
in
calzoni
Rischiando
la vita
per un
miglior
domani.
Quei
milioni
eran
tutti
Italiani!
Siam
tolleranti
dunque
Se è
l’Italia
oggi ad
ospitare!
Malviventi
ce ne
son
dovunque
E non
tutti,
vengono
dal
mare...
Tutti
non
hanno
ugual
confessione
Chi
professa
il
vangelo,
chi
lègge il
corano
Ma i
piu
vengono
per
disperazione
O per
sfuggire
ad un
regime
infame.
Tutto
cio’ è
vero, e
non vi
sembri
strano
Se
dalla
tana, coniglio
o leone,
escono
per
fame!
Se
scrivo
questo,
non è
certo a
caso
Ma d’un
vissuto
e pagato
le spese,
E con
molta
péna
passato
l’esame.
Non
vorrei
che chi
ha
troppo
esaltato
le
doti
belle
del
nostro
paese
Dimentichi
il fio
appena
pagato
d’una
dittatura...
La cui
ferita,
ancora
oggi è
palese.
Ollens
2011


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