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Grazie
d' avermi...

Ero su nel
mio balcone!
Da mio
figlio giù in cortile udii dire a un ragazzetto
che
giocava con il babbo a dar calci ad un pallone:
Potrei
anch’ io partecipare? Anche a me piace il calcetto.
D’udir ciò
mi sentii gretto!
E mi misi
ad ascoltare una strana confessione:
Fin da
quando in seggiolone,
ho
balocchi e vestimenti d’alta moda e in quantità
In
terrazzo un mini golf, il pianoforte nel salone...
Scacchi e
dama nel cassetto, chiusi insieme con l’affetto
dei miei
cari, con cui mai posso giocar.
Sono ricco
e d’alto rango ed ho ben pochi veri amici;
Con la
plebe dice il babbo; giocare non ti raccomando.
Esser
ricchi a cosa serve quando non si è felici?
Sovente è
ciò che mi domando!
E mi
rispondo: a nulla o poco
Cosi...
solo spesso gioco, ma non molto; molto piango.
Ma perché
il mio genitore non è fabbro, autista, o cuoco?
Io invidio
il tuo giochetto, e la spontanea tua allegria
E vorrei
con te giocar...!
Si!
Giocare in compagnia
Vuoi
accettarmi come amico quando il mio babbo non è la?
Quel
bambino guardò il mio con incredula espressione...
Forse vuoi
portarmi in giro!! Tu hai di tutto più di me!
Sono il
figlio del portiere; per cui gioco nel cortile; e tu perché?
Con i
soldi, non si potrà mai comprare, né amicizia né affezione,
ma se vuoi
essermi amico; solo amico senza alcuna pretenzione,
avrò
piacere di giocare al calcetto insieme a te!
Di una
lacrima furtiva sentii allora la calda scia
Non avevo
mai pensato che dar calci ad un pallone
quando cè
buona armonia,
come piace
ad un plebeo, può piacere a un signorone!
Dissi
allora al mio bambino: d’ora in poi...
gioca
pure con chi vuoi
E se mi
accetti e se mi vuoi vorrei farvi compagnia,
Sia
suonare il pianoforte che dar calci a quel pallone!
Ollens
12/04

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