Nicola èra il suo nome

Era un coltivatore in mezzadria,

Amante della vita e la natura ,

Una vita dura

Ma pieno di coraggio, e d’energia.

Lasciando a casa la moglie Caterina,

Partiva con Diana al sorgere del sole,

Lei davanti sempre fedele e bella

Quanto felice di scorazzar per ore,

Per prati e colli leggera come un gazzella .

Era la sua inseparabile cagnetta

Senza guinzaglio, solo un collare in guisa di collana

Ma spartivano insieme la parca gavetta.

Quando il padrone del padrone un dì di festa...

Cosa avea in testa?

S’innamorò di Lei, la sua Diana

E disse a Nicola:

Lasciala a mé per qualche settimana.

E Diana seguirlo dovette senza far protèsta.

Un triste giorno per lei! Triste commiato

Lasciar cosi dovette il suo padrone amato.

 

Una primavera triste, per lei triste la festa.

 

Di la dal fosso

Attaccata a un palo giù nell’aia

Non più gioiosa ahimé...anzi ben mèsta

Sembrava invocare al cielo una richiesta.

Venne l’estate, l’autunno, poi fu mamma.

Ora via più non può scappare

Si disse il tristo padrone d’adozione.

La lasceremo dormir nella capanna!

Tanto c’è il fosso e c’è il burrone!!

E lasciò Diana per l’aia scorazzare.

 

Come il tempo vola!

Siamo d’inverno

Una tarda gelida sera...

Caterina e Nicòla accanto al focolare,

 Quando come una voce lieve quasi un lamento

S’udì dal fuori in quella notte nera.

Caterì! Disse Nicola: cosa si sente?

Forse un mendicante, ma a quest’ora?

Se fosse un malvivente?

Allor disse Nicola:

Carico il fucile... Un momento!

Detto fatto

Insieme andarono ad aprire

Lui con il fucile pronto e Lei con la paura.

Chi è la? Gridò Nicola, con la voce dura

Rispose solo l’ eco e un freddo vento.

Si accingevano già a richiudere l’uscio

Quando un fruscìo un gran mugolamento,

E tante tante feste!

 Io l’emozione di entrambi descrivere non posso

Era Diana!

Cui dopo tanto, avea riattraversato il fosso

Tutta gocciolante come intrisa lana.

Passati i primi attimi di gioia

Diana volle ripartire

Caterina e Nicola un po’ delusi, ma che dire?

A malincuore accettarono la sua scelta

Quando Diana allegra e svelta,

Di ritorno, un cuccioletto in bocca

Che depone ai piedi di Nicola

Poi ripartì.

E torno’ancora di buon piede

Ben cinque volte attraversando il fosso,

 Fece la spola

Nella sua bocca sempre un’altro erede.  

Piansero entrambi Nicola e Caterina

E promisero a quella intrisa lana

Che giammai più traverserà quel fosso

E guai chi tocca Diana.

la piccola  mamma, dal cuor grosso!!.

ollens