Mi confessò un amico:

 

A volte ero quasi geloso

Di quell’amore che portavano alla mamma

Mentre io me ne stavo li freddo e imperioso

A contemplare! Il mio cuore in panna.

Quando turbate da una brutta nota

Era Lei con un bacino a sedare il dolore

Poi con un’altro asciugava la gota

Curando il male con l’antidoto che si chiama amore.

Quando vennero poi quelle del cuore,

non era a me che aprivano le braccia

Per farsi consolar con le parole

Ma sul suo petto nascondean la faccia.

 

Oggi me lo racconta ed è già nonno!

 

Molta acqua da allora è passata sotto al ponte

Quel vento d’orgoglio che avea non è più che brezza

si è calmato...come un torrente ch’è sceso dal monte,

scorre ora in piana calmo e con saggezza.

 

Come una volta!

Mostrarlo non è più per Lui un complesso

Oggi anch’egli grande apre braccia e cuore

Scacciando via un orgoglio mal represso

Non si vergogna più di mendicar l’amore.

Quando l’amore c’è! Rida la gènte...

A cosa serve tenerlo celato,

pure se sincero, se non è trasparente?

Una lacrima può esprimere gioia o dolore

E una mamma tutto può capire

Ed anche lui! Di mostrarlo più non ha timore.

E insieme a loro vuol ridere o soffrire.

Qui finisce la storia d’un amore

Chiuso per tanto tempo in un cassetto.

Ora egli è felice! E felice è il suo cuore

E ha detto al suo orgoglio:

Vai orgoglio! Esci!! Di quel complesso non son più soggètto.

Ollens