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Ci debbo provare

Debbo
fare una poesia
Questa volta ci
debbo provare
Senza fiorire la
casa mia
Senza le solite
cose narrare.
Voi che mi leggete
il più per passatempo,
cosa v’importa
ch’Ella mi ami,
o di sapere che
ho due figlie belle,
che sono d’affetto
per mé due ricami.
Che cosa importa a
voi di sapere
che ho quattro
nipoti già grandi e belli!
Cosa v’importa
quando per dovere
a volte li sgrido
perche son monelli?
Senza parlare dei
generi miei
Che io amo come
fossero figli
Dispiacer loro
mai! Mai non vorrei
non nelle cose e
non nei consigli.
No! Tutto ciò non
importa a nessuno,
ed io non voglio
quest’oggi parlarne
farne nemmeno un
accenno alcuno
tacere debbo fare
la mia carne.
Cosi mi accingo a
scriver la rima:
Lucean le
stelle... o...il cielo stellato...
Ma un’altro
scritte le aveva già prima,
di ciò m’accorgo,
sempre e mio malgrado.
E mi rendo conto
che fare la prosa,
senza l’amore i
versi son brutti,
certo potrei
evocare un profumo... una rosa...
ma è come gettarla
la immezzo ai flutti.
Allora scrivere
debbo che cosa!
Senza potervi dir
che li amo tutti?
Proverò con i
fiori di mimosa,
ma anche questo è
già scritto da dotti.
Mi resta ancora
del cielo la nebulosa,
ma non so cosa sia
esattamente,
e non vorrei far
credere alla gente
che io sappia già
che è nube gassosa.
Senza di loro,
scriver non so cosa sia,
di chi parlare se
non dei figli miei
Descriverli in
prosa od in poesia?
Debbo parlarne
oppure non dovrei?
Ollens 08/007
 
  
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