Amar con egoismo


         

Fuori giù nella cuccia  un can legato abbaia!

In casa; nella gabbietta d’oro, un uccellino canta!

Il lor padrone esulta,

pensa che sian felici, sia il canarino in gabbia che il cane giù nell’aia;

purtroppo non avverte i lor guardi in tralice,

ma in ogni caso, forte d’amarli egli si vanta.

E lo racconta e dice:

Il mio canarino giallo nella gabbietta d’oro, esprime la sua gioia,

pure se per modestia gorgeggia con rilento.

Come gioioso  sembra il latrar del mio cane,

che al riparo del vento,

 ha acqua in abbondanza e mai manca di pane,

il suo bel collare è nuovo con la targhetta d’argento,

a cos’altro puo appetire  se non che a  esser contento?

Allora io mi risento!

E dico: se un can legato abbaia;

lo fa perché è contento ?

O perché la sua bèlla, con un rivale  ostento,

s’allontana da lui, privandolo cosi d’un amor che sì squaglia ?

E se un uccellino canta, chiuso nella sua gabbia

chi mai potrà tradurre se il suo canto sia amore,

tristezza, o semplicemente rabbia?

Ma questo non comprende il padrone contento,

chiuso nel suo egoismo ed in dietro nel tempo,

l’amor che ha per le bestie… (questo è lui che lo dice)

pur se non le comprende lo rendono felice,

il resto cosa importa : di clausura un frate, non è chiuso in convento ?

Si!...

Ma è egli contento di non goder di quel vento

che delle ragazzette gonfiar fa le gonnelle

tanto che al sol vederle

pure ad un claustrale cambiar può il sentimento?

 

ollens  -9-99 (c 18-5-02)