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Decidemmo io con mia sorella di fare un breve soggiorno in Sicilia
il giorno seguente saremmo dovute partire.
Le valige pronte, era la prima volta che prendevo un aereo ,percepivo già un
certo malessere ,però dicevo tra me: è normale
non sono mai stata in aereo è chiaro che mi sentissi così.
Chiamammo un taxi che ci portò in aeroporto ,nel tragitto in macchina
si facevano i vari programmi per come trascorrere questo breve soggiorno,io non ascoltavo nulla di
ciò che lei diceva, ero presa dal panico.
Chiusi gli occhi tentando di rilassarmi, ma subito mi vennero in mente
dei pensieri spiacevoli. Sentivo una voce che diceva: i signori passeggeri sono pregati
di allacciarsi le cinture di sicurezza, c ‘è un piccolo problema
ma presto si risolverà. Pensai tra me: forse schiantandoci.
Aprii gli occhi e mia sorella sorridente mi disse: ma che
fai dormi? Risposi no, ho chiuso un attimo gli occhi
ma era meglio che non lo avessi fatto. Oh finalmente, disse
lei, siamo arrivati in aeroporto ,ti senti emozionata? mi chiese ,risposi
si una favola che te dico a fa.. Come inizio meglio di così ,non poteva cominciare .
Scendemmo dal taxi e ci avviammo alla biglietteria, sudavo freddo, anziché una vacanza
mi sembrava una tortura, vedevo tutta gente sorridente mentre io
invece sembravo una morta che andava in vacanza.
Finito il tempo di attesa cominciammo ad avviarci verso la pista ,
quando sentimmo dagli altoparlanti che il nostro volo era in ritardo
cominciai a camminare andando avanti e indietro in quel tratto di corridoio dove ci trovavamo.
Non riuscivo a fermarmi, mi sedetti vicino a una nonnina che aveva una corona in mano e pregava ,
dissi tra me: è meglio un conforto da una persona che prega, che pensare a cose che mi mettono ansia, lei mi guardò e mi disse: questo viaggio già comincia male , il fatto che ritarda c’è qualcosa che non va me lo sento, rimasi senza parole con gli occhi sbarrati
le gambe mi tremavano e con una voce sottilissima le dissi : perchè dice cosi?
La signora disse: che hai detto? Volevo ripetere la frase ma mi venne il nodo alla gola,
non riuscivo a parlare,ero presa da un attacco di panico,cercavo con lo sguardo mia sorella
ma era presa a parlare con altre persone tutta sorridente ,mi fece un sorriso e con un cenno
con la mano come per dirmi ciao,tra me dissi guarda quella come ride ,io sto per morire ,mica
viene qui …volevo alzarmi andare da lei ,ma era come se fossi paralizzata , all’improvviso mi
venne coraggio e dissi ,ma basta! ma questo è un viaggio di piacere ,ripresi il sorriso mi avvicinai alla nonnina e le dissi :questo viaggio sarà bellissimo! mi rispose lo spero anche io mah… è sicuro che saliamo ma scendere chissà …sarà quello che Dio vorrà, questo mah mi rimise tutto in discussione per un attimo pensai ora torno a casa ,ma poi mi feci coraggio andai da mia sorella
che ancora parlava e rideva e le dissi :dai saliamo altrimenti non parto più,mi rispose ehi quanta fretta non vedi l’ora di volare !
Feci dei bei respiri e salii sull’aereo era bellissimo io e mia sorella ci sedemmo osservando
tutto …le hostess ci diedero il benvenuto e ci invitarono ad allacciare le cinture sembrava che
il panico era solo un ricordo …quando l’aereo cominciò a muoversi sentii il cuore tremare
come il rumore dei motori …dell’aereo, sembravo fantozzi, ero tutta d’un pezzo senza una espressione nel viso ,avevo un accenno di sorriso stampato sul volto, non mi muovevo da quella espressione , lo sguardo fisso nel vuoto.
Mia sorella mi guardò e disse: ma che hai?
Che espressione strana che hai, è mezz’ora che hai questo sorriso ma che te sei incantata?
Mica avrai paura ?
Io non parlavo feci solo un cenno con la testa per dire si.
Lei cominciò a ridere così forte che non riusciva a trattenere le lacrime.
Mica le avevo raccontato una barzelletta ! Ma lei rideva non perchè stavo male,
ma quanto per la mia espressione. Avevo un cappellino in testa che era quasi caduto sulla sinistra
gli occhiali da sole erano finiti sulla punta del naso con quel accenno di un sorriso stampato che era gia da tanto che avevo assunto insomma da piangere non c’era davvero,vedevo che cercava qualcosa nella sua borsetta, pensai fra me: meno male ora prende le gocce così mi calmo ,invece no prese la cinepresa per riprendermi, ferma così mi disse non ti muovere ,ma chi si muove dissi io se potevo farlo gia me ne ero andata, ferma mi disse che scatto anche qualche foto,ecco brava sorridi, ora ne facciamo una seria, dai non ridere più. Forse non aveva capito che quel sorrisino era stampato da quando era salita .Comunque fu una esperienza unica e indimenticabile….
mirella
 

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