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Un giorno di pioggia |
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Mi trovavo a bordo della mia auto in pieno centro, a Roma, nel traffico impazzito. Pioveva e veniva giù tanta acqua che attraverso il parabrezza non riuscivo a vedere nulla. Con il traffico bloccato praticamente ero ferma. La pioggia mi mette sempre un po’ di ansia, e specialmente quando si è fermi I pensieri incominciano a procurarti dei timori. Pensavo e mi dicevo per farmi coraggio: che mi importa se piove, tanto io sono qui seduta tranquilla, e anche se c’è traffico pazienza, da qui a stasera arriverò a casa. I l tergicristallo andava veloce, e mi permetteva di vedere la strada con tutta tranquillità. Quando all’improvviso vedo diminuire la velocità del tergicristallo. Cominciamo bene dissi, mi chiedevo perché mai proprio ora il mio tergicristallo incominciava ad avere il singhiozzo. Andava a tratti poi si fermò Ero intrappolata tra due macchine e procedevo a passo d’uomo . Provai a spegnere il motore per vedere se si riaccendeva e tornasse tutto normale. Ma non fu cosi, i tergicristalli non funzionavano più , mannaggia ,e mo come faccio, con tutta quest’ acqua che scende. Provai a uscire dalla macchina per vedere se qualcuno mi avesse notata E avesse avuto pietà per aiutarmi con questi benedetti tergicristallo, ma nessuno mi vedeva ,e poi chi scendeva dalla macchina capirai … ma che too dico a fa. Quando da una cinquecento vecchio modello,vidi un finestrino a manovella che scendeva, e udii una voce chiamare : signorina ha qualche problema? Posso aiutarla ? Vidi un ometto con un capello tipo scoppola , magrissimo con due baffetti fini fini. Con un paio di occhiali da vista con le lenti spesse, tipo fondi di bicchieri . Capirai mi dissi. Questo vò da na mano a me, quando non ce la fa neanche a respirare per lui . Ma per non farlo sentire umiliato gli le dissi che era molto gentile. E lui disse: ora scendo. Vedevo un movimento strano di gambe nella sua cinquecento ,io lo guardavo e dicevo tra me ,ma che cià questo co ste gambe ,vedevo dei bastoni che si muovevano , non riuscivo più a capire quali erano le gambe, o quali i bastoni . Sentii la portiera della macchina che si apriva con un sinistro scricchiolio, e vidi scendere questo strano personaggio, appoggiato a due bastoni,io mi preoccupai , e gli dissi. non si preoccupi, vedo che lei è già in difficoltà . Mi tranquillizzò subito dicendomi che li potava solo quando pioveva, per maggior sicurezza. Nel venire verso di me uno dei due bastoni si incastrò ad un parafango di un’altra macchina, io nel cercare di aiutarlo tirando quel bastone diedi una botta a quel gentile personaggio facendolo cadere a terra, e far frantumare in mille pezzi i suoi occhiali . Lui cominciò a dire: come faccio ora a tornare a casa, senza occhiali non posso guidare , dentro di me dissi: ma chi me l’ ha fatto fa, se sta a preoccupà degli occhiali ma questo è un pericolo pubblico per tutti,con tutti st’ attrezzi che se porta dietro , dice per la sicurezza. Lo raccolsi da terra cercando di sapere se aveva nulla che gli facesse male, mi rispose: solo un po la mano , ma se mettevo i guanti non sarebbe successo. Pure; dissi io dentro di me. Così lo dovetti scortare fino a casa con il vetro che si appannava e i tergicristalli che non funzionavano. Mirella
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