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Un cuore nel mare
Un giorno, passeggiavo in riva
al mare,quando all'improvviso
trovai una
conchiglia un po’ più grande
delle altre,la presi e la portai
al mio orecchio
per ascoltare le melodie del
mare.
Ma non sentivo nulla, mi resi
conto che era piena di sabbia.
Pensai che fosse questo il
motivo
per cui al mio orecchio non
giungeva alcun suono, e mentre
tentavo di
svuotarla
con mio stupore vidi una piccola
pergamena, poco distante,
arrotolata
e legata con un piccolo
nastro rosso di seta.
Spinta dalla curiosità, e
ansiosa di conoscerne il
contenuto, cominciai a leggerla.
Iniziava così: caro cuore, che
giaci in fondo al mare……
Un’onda ti tristezza pervase la
mia persona, e un brivido mi
attraversò lungo la schiena.
Mille pensieri si accavallarono
nella mia mente, immaginando
chissà quale tragedia,
anche se in un tempo remoto si
fosse svolta in quel luogo, o
altrove, nel mare.
Il rapido susseguirsi dei miei
pensieri, mi crearono uno stato
di confusione nella mente,
al punto che fui costretta
a fermarmi, e a mettermi seduta
per terra. Stringevo in una mano
la conchiglia e
nell’ altra la pergamena.
Portai di nuovo la conchiglia
all’ orecchio, ma da essa non
usciva alcun suono.
Udivo solo il suono del mare, le
onde superavano gli scogli e il
suo moto agitato
sembrava essere in continuo
aumento.
Sembrava come se tutto fosse
comandato da un direttore d’
orchestra,
nella cui mano tenesse una
bacchetta
e agitandola rendesse più
preciso il ritmo del tempo che
passava.
Tutti i rumori, i suoni, il
rumore dell’ acqua, del vento,
il canto degli uccelli,
tutto si trasformò in musica,
una musica che solo in
condizioni particolari è
possibile udire.
Anche il susseguirsi dei giorni
e delle notti, creano un ritmo
alla vita che passa.
Il testo di queste note, era
affidato alla fantasia e all’
immaginazione della persona
che viveva simile turbamento,
rendendoti anche l’ unica
protagonista.
Mi lasciai andare, facendomi
cullare dalla fantasia per un
tempo indefinito a
questa musica soave, dolce,
celestiale, mai udita, e
lasciandomi accarezzare da una
brezza tiepida e leggera,
che
proveniva dal mare.
In un attimo la mia vita
realizzò una pace interiore, che
contrastava con le
avversità della vita, che
provocano
il variare continuo dei battiti
del nostro cuore.
Riavendomi da questo stato di
torpore, feci un ultimo
tentativo di ascoltare la
conchiglia, e se mi avesse
trasmesso qualche altro
messaggio,
ma come prima, non udii nulla.
Pensai che io non fossi la
persona giusta perché un
miracolo si avverasse.
Posai dolcemente la conchiglia e
la pergamena nello stesso punto
dove le
avevo trovate,
sperando che prima o poi
la persona giusta, passando di
lì, avrebbe ridato un senso e un
ritmo di pace
a
quel cuore che giaceva in fondo
al mare.
Mirella


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