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 24-ott-2007
Questa poesia è per me un tuffo nel passato, un dolce ricordo della mia prima
adolescenza,
riporta alla mia mente momenti spensierati della mia esistenza e tutti i mie
compagni con erano con me, miei coetanei di quegli anni. Ho ritrovato questa
poesia in una raccolta di “prime poesie” che la mia insegnante di italiano
delle medie Suor Valeria ci spronò con amore a creare. Ed eccola lì un po’
impolverata tirata via dal fondo di un cassetto pieno di ricordo, intatta,
ma letta e riletta. “Le nostre prime poesie”, così s’intitola, anno 1995-1996 e,
tra le tante spunta la mia la prima tra tutte a rappresentare la mia passione
per la scrittura. Oggi a distanza di più di dieci anni e con il cuore pieno
di ricordi voglio inserirla in questo fantastico sito, con l’intento non solo
di un piacevole ricordo personale stampato indelebile su una pagina web,
ma anche, magari, per riportare indietro anche voi a quegli anni, ai vostri
ricordi personali, che forse, presi dalla routine giornalieri avete dimenticato
per un po’. Ricordo di aver scritto questa poesia in preda ad una delusione di
un primo amore quindi mi scuso anticipatamente per la parte buffa del mio
scritto, esortando allo stesso tempo chiunque mi leggerà a vedere la passione
del momento e dell’età. Il titolo che diedi a questa poesia in quegli anni è
“senza te”, ma ora vorrei accostare un sottotitolo che credo sia più consono
“RICORDO”. Colgo con questo, l’occasione di ringraziare e salutare Paolo con
un abbraccio forte forte perché continua a permettere a me e a tutti noi
“poeti e scrittori per caso” di esprimere i nostri più profondi sentimenti.
Grazie Marzia

Senza te
Io sono come un fiore calpestato,
come una rosa appassita e senza spine.
Senza te
Il mondo non ha più la luce,
il mare non ha più le onde, il vento non ha più la brezza,
l’aria non ha più l’odore del triste autunno,
del gelido inverno,
della fresca primavera,
della calda estate.
Il cielo piange lacrime di dolore,
il mare ondeggia alla speranza lontana di rivederti.
La notte non ha più la sua regina Luna,
e le sue stelle, dame di corte,
il giorno non ha più il sole,
il sole i suoi raggi;
il mio cuore piange e mi dice,
tornerà,
ma io non ti vedo,
raggiungo solo la tua ombra trasparente,
il tuo lontano sorriso,
i tuoi occhi che brillano come stelle e il tuo viso dolce;
ma non vedo il tuo corpo, la tua anima dove prima mi specchiavo
e mi vedevo felice.
Ma ora non mi vedo,
ma mi sento triste,
perché la mia vita è partita con te,
la mia anima ha raggiunto la tua, il mio cuore ha inseguito il tuo,
ma il mio corpo è rimasto qui,
ad aspettare te,
che non torni mai.
marzia
 
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