LETTERA DI UNA MOGLIE
Ricordo ancora con gioia il giorno in cui ci siamo conosciuti, eravamo seduti in quel bar
 in fondo alla strada, 
tu con i tuoi amici io con le mie amiche, mi accorsi del tuo sguardo insistente e timidamente 
ricambiai con un sorriso. 
In poco tempo cominciammo a frequentarci e nel giro di un anno ci siamo ritrovati 
d’innanzi ad un altare. 
Da quel giorno sono passati ventisei anni e tre figli. Il nostro è stato un bel matrimonio 
con i suoi alti e bassi ma bello, o meglio così credevo fino a quel giorno quando per caso
 mi trovai a girare per quella maledetta via e ti vidi abbracciato nella macchina con un'altra donna.
 Tornai a casa sconvolta, non mi sembrava possibile credevo accadesse soltanto nei film,
 e invece no stava accadendo proprio a me nel film della mia vita. Cominciai a riflettere e
 tutto mi sembro più chiaro, le frequenti cene di lavoro, i convegni all’estero, tutto era chiaro, 
ma io non mi ero mai accorta di nulla. 
Cominciai a frugare nei tuoi cassetti e tra i tuoi vestiti trovai un solo biglietto, un fogliettino
 strappato malamente, di corsa, con su scritto “ti penso e ti amo”. Ho creduto di impazzire, 
cominciai a gridare a piangere di dolore,mi gettai sul letto distrutta sconvolta disperata, 
ora ero anch’io una donna tradita. Sono passati due anni da quel maledetto giorno 
e tu non ti sei mai fermato, le tue cene e i tuoi convegni sono sempre più frequenti e tu 
sempre meno presente e sempre più distante. 
Continuo a cucinare per te a lavare i tuoi vestiti, ad uscire con i nostri amici, ad andare 
in vacanza con i nostri figli, nulla è cambiato. Ed io sono qui ad osservare, seduta come 
in un cinema a guardare la tua doppia vita le tue fatiche per non farti scoprire, 
le tue peripezie per combinare qualche incontro furtivo fuori programma, perché 
senza lei non puoi stare, non puoi resistere un giorno di più. Mi chiedo come puoi
 amare due donne come puoi mentire in questo modo, se lei sa della mia esistenza o
 se ha deciso di distruggere deliberatamente la nostra vita, la nostra famiglia,
 e penso a chissà Ma soprattutto ti ringrazio per avermi aperto gli occhi, per avermi fatto
 capire che a volte quello che accade nei film può  accadere anche nella nostra vita,
 e allora non sei più uno spettatore commosso, ma il protagonista del fallimento del tuo
 matrimonio, della tua vita.
Addio tua moglie
Marzia

 

LETTERA DI UN AMANTE
 
Cammino lentamente per le strade della mia città sento il profumo dei caminetti accesi,
 l’odore delle castagne, i negozi sono pieni di gente che si affretta a fare gli ultimi regali
 di natale, la strada è come un fiume in piena, donne con bambini, nonne con i nipotini,
 fidanzatini mano nella mano, famiglie intere si sono riversate in strada
 per volgere ancora una volta il loro sguardo agli addobbi natalizi dei negozianti e per 
acquistare il regalo che vien fuori all’ultimo minuto. Mi muovo quasi a stento tra la folla, 
e mi trascino lenta come a voler far trascorrere questo tempo che invece per la prima 
volta sembra essersi fermato. Sento il rumore delle macchine che scivolano via sull’asfalto
 bagnato, bagnato da questa pioggia, questa pioggia che cade, cade da giorni ormai 
e non vuole smettere, fitta pungente, cade da quando tu te ne sei andato. 
E guardo dalle vetrine ma non riesco ad intravedere nulla, solo la mia immagine riflessa,
 l’immagine di una donna, una donna triste e sola.
 Sono passati solo cinque giorni da quando hai deciso che la nostra
 relazione è ormai giunta al termine, tu hai deciso, tu hai scelto che doveva finire. 
Ed io non potuto far nulla, non ho potuto fermarti non ho neppure potuto chiederti perché. 
Mancano solo due giorni a Natale e io sono sola sapevo che non avrei mai potuto 
trascorrerlo con te ma mi confortava il fatto che avrei potuto pensarti vicino a me ascoltare
 la tua voce al telefono anche se solo per un minuto. 
Torno a casa non ho fame ingurgito in fretta un po’ di pane solo per poter mandar 
giù qualche goccia per dormire, o meglio per non pensare, per non pensarti.
 Mi siedo ho davanti l’album delle nostre foto, lo sfoglio lentamente per
 lasciare indelebili quei ricordi, che se pur feriscono sono sempre ricordi, l
’unica cosa che ti rende ancora attaccato a me. 
Sfoglio, sfoglio e penso, penso che ho sbagliato tutto nella mia vita, che ho amato
 l’uomo sbagliato e che purtroppo quest’uomo sbagliato sei stato tu, ti ho vissuto 
solo di giorno quelle poche ore fugaci della pausa pranzo
Addio La tua amante
marzia