|
LA MIA PICCOLA GRANDE VITTORIA |
||
|
Qui seduta sul letto mentre stringo forte tra le mani queste lenzuola rosse, sento dentro un dolore che brucia senza pietà che lentamente mi scioglie,io mi ricordo di te, ti sei insinuata nel mio corpo poi nella mia mente l’hai divorata l’hai annientata fino a diventare tu la regista del film della mia vita. Ti sei approfittata della mia debolezza della mia adolescenza. Mi hai reso bugiarda, traditrice, subdola e meschina, ma non mi accorgevo che mi stavo facendo soltanto del male. Vivevo ma in realtà ero morta, ero morta dentro, la mia anima non esisteva più tu l’avevi uccisa, credevo che il mondo mi odiasse ma in realtà ero io che odiavo il mondo intero e soprattutto me stessa; e intanto tu ogni istante della mia instabile esistenza mi sussurravi con quella voce stridula e mi chiedevi di farmi del male di uccidermi lentamente. E io??…io piano piano, sommessamente, senza far rumore per non farmi accorgere, per non essere vista, per non essere salvata, mi uccidevo, una pugnalata lenta, ma profonda, per scavare fino alle viscere, fino a restare senza respiro senza speranza. Un anno di bugie di sotterfugi che tu, ogni giorno, mi chiedevi di fare. “…Non mangiare..non mangiare…sei grassa devi dimagrire…”così mi sussurravi, e nessuno, nessuno poteva sentirti solo io, nessuno poteva vederti solo io, solo io guardandomi allo specchio ti vedevo nei mie occhi ormai spenti, ti leggevo sulle mie labbra livide e tremanti. Qui seduta sul letto mentre stringo forte tra le mani queste lenzuola rosse, mi ricordo di te, mi ricordo di averti conosciuto, “anoressia”, ma ti ho scacciato ti ho sconfitto, ho vinto. Ora, distesa sul letto tra queste lenzuola rosse, guardo fuori dalla finestra e vedo sorgere il sole e con esso vedo una nuova me. MARZIA
|
||