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Sarebbe
bello,
ma anche
eccessivamente
prolisso
potervi
raccontare
la mia
storia
d’amore,
dunque
queste
righe
saranno
soltanto
lo
scroscio
dei
sentimenti
sul mio
cuore,
che come
lo
scroscio
delle
onde sul
mare
forma
quella
buffa
schiuma,
qui
formerà
tante
parole.
Non
posso di
certo
paragonare
la mia
storia
ad un
film
d’amore
tanta
finzione
non la
renderebbe
speciale
come è
davvero;
è una
storia
semplice,
di
città,
la
storia
che
ognuno
di noi
con i
propri
ricami
personali
ha
vissuto,
vive o
aspetta
di
vivere.
Il
nostro
incontro
è stato,
se si
vuole,
anche un
po’
banale,
l’ho
visto da
lontano
con la
divisa
da
ospedale
io un’allievetta
spaventata
lui un
lavoratore
sicuro
di sé.
Ed
eccolo
lì in
tutto il
suo
splendore,
in tutta
quella
semplicità
che da
subito
mi ha
colpito.
Lo
guardo
lo
osservo,
lo
ascolto
e da
subito,
lo amo.
Purtroppo
per me
non c’è
stato da
parte
sua lo
stesso
colpo di
fulmine
lo
stesso
suono
delle
campane
nel
cuore,
mi
vedeva
piccola
e non mi
voleva.
Ma come
si dice,
ed è
vero, il
tempo
può fare
molto
può
curare
le
ferite e
può
insegnare
ad
amare.
Non fu
facile,
non mi
vedeva
sotto
quella
veste,
non era
capace
di amare
e mai
aveva
amato,
non
riusciva
ad
amarmi,
forse la
sua, era
solo
paura.
Il mio
impegno
fu
costante,
mi feci
conoscere
gli apri
il mio
cuore e
piano
piano
gli
chiesi
di
aprirmi
il suo.
Passò un
anno dal
fatidico
incontro,
un anno
difficile
fatto
spesso
di
incomprensioni,
di
smarrimento
e di
scoraggiamento;
ma
proprio
quando
stavo
per
cedere
alla sua
freddezza,
il suo
cuore si
apre,
mostra i
suoi
sentimenti,
si
concede,
inizia
ad
amarmi.
La
storia
iniziò
da sé,
prese
quella
forma
che
poche
storie
riescono
ad
assumere,
si
modello
come la
creta si
modella
a vaso
intorno
alla
instancabile
mano
forgiatrice.
E noi
eravamo
lì
instancabili
e
costanti,
insieme
stavamo
modellando
il
nostro
vaso,
quel
vaso di
argilla
che
giorno
dopo
giorno e
solo con
il
passare
del
tempo si
ricama e
si
colora
dei
colori
della
vita.
Ora quel
vaso è
benedetto,
quasi
tre mesi
fa ci
siamo
promessi
davanti
a Dio,
abbiamo
percorso
quella
navata
sino
all’altare
giurandoci
amore e
fedeltà
eterna,
giurandoci
di
continuare
a
modellare
l’argilla
del
nostro
vaso, di
renderla
solida e
pronta
ad
accogliere
qualunque
ricamo e
colore
la vita
voglia
offrirci.
Così
giorno
dopo
giorno,
con
pazienza
ed
amore,
accarezziamo
il
nostro
vaso,
sperando,
un
giorno,
di
poterlo
riempire
ed
abbellire
di un
nostro
piccolo
fiore.
TI AMO
AMORE
CON
TUTTA LA
FORZA
CON
TUTTA
L’ANIMA
E SONO
FELICE E
FIERA DI
ESSERE
TUA
MOGLIE.
GRAZIE
AMORE
MIO.
MARZIA
 
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