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Al momento la sua preferita era una frase del per lui mitico C. R. Zafon : “ Mi chiesi come fosse possibile

sentire tanto distante una persona, e nel contempo essere in grado di leggere ogni sua espressione “.

Incantato da quella incredibile frase sentì lo squillo del cellulare, e sul display … Gianna.

Incredulo attese altri due squilli, per prepararsi.

 Ciao Gianna, che stupenda sorpresa,

 Ciao Matteo, ti disturbo?

 No di certo, sono a casa, giorno di riposo, ma dimmi, come stai?

 La verità? Male, non riesco a concentrarmi e dopodomani ho l'esame.

 E no amica mia – ma avrebbe voluto dire altro - c'è Mozart che aspetta – e riuscì a farla sorridere.

 Grande Wolfgang .. cosa stai facendo?

 La verità? - anche lui sorridendo – sto leggendo delle frasi, delle citazioni, e vuoi sapere una cosa?

Tanto se arrossisco non mi vedi, ebbene ne ho alcune che sembrano ideate per te.

 Oh Matteo, grazie, hai un bellissimo hobby, davvero.

 E rosso rosso ti chiedo .. è presto, facciamo una seconda colazione? O magari scendi solo sotto al portone

per cinque minuti, forse è meglio che stacchi un po' dai …

 Si hai ragione, fai uno squillo quando arrivi, ne ho proprio bisogno.

Seduti ad un tavolino e davanti a due succulenti cappuccini non nascosero affatto il piacere di rivedersi e

rilassati e sorridenti sorseggiavano.

Matteo era attentissimo alle parole sull'importanza e le problematiche inerenti l'esame imminente, e Gianna

esponeva sciolta e gesticolando con grande grazia.

 Ma questo è un altro trenta Gianna – esordì allegro e a braccia aperte – lei dottoressa ama qualcosa in

particolare del massone enfant prodige? O magari scegliamo insieme; a proposito il prossimo sarà

Rossini con le sue ouverture e i fantastici crescendi.

 Ero combattuta ma ora sono felice di averti chiamato – sfiorandogli la mano e provocando una scossetta

all'incredulo – mi hai davvero rincuorata, grazie.

Per favore, dimmi di te ora, come stai?

 Come te Gianna, inutile negarlo, con la differenza che io scarico molto fisicamente, ma non è affatto

vero che non ne risento, ho sempre pensieri particolari, soprattutto per te; vuol dire qualcosa?

 Si, forse si; mi accompagni? Ora va molto meglio, mi sono tornate le unghie … grrrrrrrrrr.

 Grazie di tutto Matteo, di vero cuore.

 Mi farai sapere l'esito?

 Non appena esco dall'aula d'esame.

 Bene, allora vado subito a fare una bella confezione.

E si sfiorarono le labbra.


Matteo attendeva ansiosissimo il messaggio e guardava il telefono, che ormai teneva costantemente acceso,

come se avesse paura di non sentirlo.

Finalmente arrivò: “ trenta “.

La risposta era già pronta: “ Che la tua vita sia piena di colori, gli stessi che fanno dell'arcobaleno uno

spettacolo che incanta. Vorrei fosse davvero così, per tutto quello che non smetti mai di dare, per l'amicizia,

le chiacchiere, il tuo essere speciale. Non esiste un giorno in cui non senta la tua mancanza “

In assenza di clienti e appuntamenti, a metà pomeriggio Giulio, sguardo serio e con fare deciso, consegna degli

appunti a Lara, le raccomanda alcune disposizioni, esce chiedendo di chiudere qualora non tornasse in tempo,

e si avvia in centro, verso la profumeria.

 Buonasera signor Ugo.

 Ciao Giulio, ci si rivede finalmente, appuntamenti in zona?

 Veramente no, passavo a salutare Federica se possibile, non ci vediamo da tanto …

 Capisco, è nel retro con Lucia, viene subito.

 Ciao principessa.

 Ben rivisto telefonista che non chiama più, qual buon vento?

 Un vento di nome Federica.

 Sentite ragazzi – si introdusse zio Ugo con una finta aria dittatoriale – io tra mezz'ora devo uscire,

ce la fate a tornare vero?

 Allora Giulio, che si dice in giro? A proposito, Gianna stamattina ha preso un altro trenta.

 Non ne dubitavo, bravissima.

Che si dice? Pare che il farfallone sente la necessità di rivederti.

Ancora non riesco a capacitarmi che le cose siano cambiate così, ma sono anche convinto che non

poteva andare diversamente; tu che ne pensi?

 Io inizio a riprendermi ora finalmente, mi mancano tante cose di ognuno di voi

Mandale un messaggio o chiamala, le farà sicuramente piacere.

E con Matteo? Vi vedete sempre vero? Gianna mi ha detto che in un attimo di sconforto due giorni fa

hanno fatto colazione insieme e le ha fatto bene.

E riprendi a dire storielle dai, a me piaceva …

 Tranquilla per le fesserie pupa, sto tornando eheheh … con Matteo mi vedo sempre, forse un po' meno

di prima, ma dipende da altre cose.

Secondo te si piacciono? A me sembrano fatti l'uno per l'altra.

 E' possibile Giulio, molto probabile; ti dispiacerebbe?

 Io veramente ero venuto a chiederti se possiamo rivederci io e te, te la senti?

 Si Giulio, lo voglio – accarezzandogli il viso – ma permettimi prima di parlare con Gianna,

mi capisci vero?

 Si, se mi dai un bacio …

 Signor Matteo buona sera, io devo ancora assaggiare quel famoso brodetto; non voglio scuse, passo a

prenderti a casa o ci si incontra prima per l'aperitivo al circolo?

 Mmmmmm, si, ho proprio fame, facciamo che passi tu e si va anche per l'aperitivo.

 Approfittatore ….

 Che ti dicevo? Davvero squisito.

 Infatti, tutto buonissimo, e il locale piccolo e piacevole.

 Sono passato da Fede oggi, e so che ti sei incontrato con Gianna.

Un attimo di silenzio quasi imbarazzante.

 Mi ha chiamato lei Giulio, non mi sarei mai permesso …

 Tranquillo amico mio, va tutto ok.

Se sono andata a trovarla in fondo è perché qualcosa mi manca e se abbiamo capito qualcosa in

questa storia …

 Cosa vuoi dire Giulio? Sii più chiaro dai.

 Ok, lo dico così: Non credi che anche a nominarli suona meglio? Gianna e Matteo … Federica e Giulio

… Forse doveva andare così dall'inizio.

Lo troveresti imbarazzante?

 No, non lo so, forse all'inizio; ma veramente lo pensi?

 Certo, ora lo penso fortemente e aggiungo che siamo quattro persone speciali.

 Ma loro cosa penseranno?

 Tranquillo lupo, e dammi il cinque o ti levo quello spiedino … In questo momento ne stanno già

parlando; quelle sono peggio di noi credimi, e sai che cosa ti dico? Io sono innamorato e l'ho capito

solo ora, finalmente.

Domenica, ore diciannove, i magnifici quattro si incontrano e visibilmente imbarazzati si salutano, si sorridono,

e si dividono in due gruppi.

Appuntamento alle ventuno per brodetto e spiedini, e non si festeggia solo il trenta di Gianna.

E all'appuntamento arrivarono languidi e felici, e che fame.

Giulio si incaricò del brindisi : “ Le donne sono come lo champagne, con l'unica differenza che lo champagne

è buono freddo “.

 Ma siediti …. - risposero tutti in coro.

Il fatidico giorno è arrivato, Gianna discute la tesi.

Era tesissima ma si sentiva pronta, sicura, e ha voluto solo Federica con se.

Matteo, Giulio, i genitori, zio Ugo e alcuni altri tra parenti e amici attendevano fuori l'aula silenziosi e vicini,

come ad unire le forze per inviare energia.

Un'atmosfera da sala parto.

Le lancette sembravano si fossero fermate, fin quando Federica sbuca all'improvviso e con un sorriso e

trentadue denti … “ Centodieci .. wowwwwwwwww “.

Subito dopo uscì Gianna.

Un'accoglienza trionfale non poteva essere immaginata più bella in quelle circostanze.

Bellissima, emozionatissima e raggiante fu accolta da applausi, sorrisi, lacrime e urrà.

Tutti vollero congratularsi personalmente, era il giorno più bello della sua vita.

Nel rispetto dei parenti Giulio e Matteo rimasero in disparte, e poi fu il loro turno.

 Brava Gianna – le disse Giulio abbracciandola – sono fiero di te, sarai la psicologa più brava del mondo,

ne sono certo.

Con Matteo non ci fu bisogno di parole.

Uno sguardo dai tanti significati, un calorosissimo abbraccio, e finalmente quel tanto atteso pianto liberatorio

mentre il suo uomo le accarezzava i morbidi capelli.

L'appuntamento è alle ventuno, si festeggia la laurea di Gianna.

Roboante l'arrivo di Giulio che lasciando il motore acceso in seconda fila scende e si dirige allegro e a braccia

aperte verso Federica, la sua profumata, innamorata, sorridente e stupenda super ragazza per baciarla con

trasporto.

 E gli altri?

 Piccolo cambiamento di programma, sono già usciti, ci vediamo direttamente al ristorante.

Coraggio bello, andiamo.

 Madame …

Matteo e Gianna camminavano felici, scarpe in mano e pantaloni arrotolati al ginocchio, tra la sabbia e la

schiuma delle onde, a volte correndo, a volte fermi per baciarsi, mentre la natura dona i nuovi incredibili

colori.

Fingendo stanchezza all'altezza di un pattino di salvataggio Matteo la invita a sedersi e mimando stupore …

 Guarda Gianna, una bottiglia, la apriamo?

Meravigliata e un po' dubbiosa Gianna lesse il biglietto:

“ Chiudi gli occhi .. sulla scia di un leggero venticello .. un bacio ti giunge, un bacio al sapore di vita per

sempre. Se il sole si rifiutasse di splendere, io ti amerei comunque. Quando le montagne crolleranno

nel mare, io e te ci saremmo ancora”.


Mario