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Va bene, e ora che si fa?
Torni sopra?
No, proprio non mi va,
avevo tanta voglia di
svagarmi …. ti va una pizza?
Ma naturalmente, ne sono
onoratissimo, anzi … perché
non ci facciamo due
spaghetti a casa mia?
Saremo sicuramente più
tranquilli, se non ti crea
disagio naturalmente.
A casa tua? Mmmmm … corre
voce che cucini bene ..
Me la cavo – abbozzando un
sorriso – ma non corri
rischi ti assicuro, mia
madre mi ha fatto riportare
un sughetto … le sette
bellezze, poi ho .. vediamo
.. del formaggio stagionato
al quale aggiungeremo
crema di aceto balsamico,
insalata di pomodori di
campagna, focaccia, frutta,
sorbetto e … il colore
del vino lo scegli tu.
Allettante direi; beh, che
aspettiamo? La carrozza? -
visibilmente felice.
La carrozza nel percorso
offrì la Primavera di
Vivaldi e nessun altra
parola mentre Matteo dentro
di se non
sapeva chi e come
ringraziare per aver
lasciato spento il magico
apparecchio.
L'unica cosa che ti chiedo
è di considerare – mentre
apriva la porta di casa –
che la signora viene
a pulire e riassettare il
lunedì e il giovedì.
Secondo piano con ascensore,
sessanta metri quadrati più
un bel balcone; un
appuntamento carino e
“approvato”
anche dall'amico mediatore.
Certo, manca quel tocco
femminile, ma di gusto
sobrio e moderno, razionale,
ben organizzato e
distribuito.
Matteo non ha fatto visitare
la camera da letto e Gianna
ha apprezzato la forma di
rispetto.
E ora accomodati, sentirai
che bontà, a proposito posso
mettere il dvd dell'ultimo
concerto di capodanno?
Ce l'hai? Wowwwww ma
certo.
Sulle magiche e rilassanti
note della famiglia Strauss
Matteo sembrava una farfalla
tra fornelli, mensole e
tavolo.
E sorrideva di gusto
finalmente, e Gianna nota il
cambiamento e vede che
diventa ancor più bello con
i
lineamenti che da marcati
diventano morbidi, e poi con
quella parannanza era
davvero simpatico; amava
dimostrare cosa sa fare.
Senti Matteo, ti posso
chiedere una cosa?
Ma certo, chiedi pure.
Ti piace così tanto il
mare al tramonto?
Si Gianna, tantissimo, mi
piace vedere il sole che
diventa pallido e i suoi
deboli raggi che si
riflettono
sull'acqua quasi a salutare
e dare al mare una dolce
notte e far posto alla luna.
Molto poetico, continua ti
prego.
Matteo aveva accettato di
buon grado questa
possibilità di raccontare,
di confessarsi.
Mi piace la luna che si
dona al mondo e mentre
irradia la sua luce espande
il suo silenzio.
Ha un suo silenzio la luna,
diverso da quello della
notte, un sospiro sospetto
che sussurra d'argento.
La luna tace i suoi segreti,
per rivelarli a null'altro
che al cuore di che essa
ama.
Ma è bellissimo Matteo,
non sono immagini e figure
retoriche queste, le hai
anche scritte?
No, questo no – voltando
lo sguardo – le leggo e le
raccolgo solamente, ma mi ci
riconosco tantissimo,
e poi quei colori …
Ma non devi vergognartene,
hai idea di quante persone
pensano queste cose?
Pochissimi credimi.
Grazie Gianna, sei molto
gentile.
E' praticamente pronto, ma
prima ti faccio leggere una
cosa – con espressione
furbetta e porgendo
un foglio sgualcito preso da
un cassetto – era in una
bottiglia da .. naufrago.
Prima di girare il foglio ti
dirò il giorno in cui l'ho
trovata mentre camminavo tra
la schiumetta
guardando l'acqua, perché il
mare porta sempre qualcosa …
“ A te che timidamente e
curiosamente leggerai queste
righe … a te che entrerai
nell'intimità di un
messaggio
d'amore … non temere, porta
questo canto disperato alla
donna che ti attende … e
gira la pagina “
Era il primo aprile.
“ Ritenta, sarai più
fortunato “
Ahahahaah .. incredibile,
forte.
Il rosato scelto da Gianna
si rivelò azzeccatissimo e i
sapori con quella serenità
sembravano esaltarsi.
Ti trovi bene a vivere da
solo?
Si certo, ormai mi sono
abituato e almeno non sento
e non vivo più certe scene,
certe frasi, iniziando da
… non andare di là, c'è il
lupo … oppure .. non uscire
e attento ai tuoi fratelli …
chi frequenti? E via
discorrendo; li amo
tantissimo ti assicuro, ma
non ce la facevo più.
Così però ti annoio.
Ma no Matteo, non mi annoi
affatto, solo se non vuoi
parlarne tu.
Dopo qualche secondo di
silenzio per non
imbarazzarlo Gianna continuò
a parlargli.
I bambini per loro natura
hanno bisogno di parlare, di
esprimersi, di iniziare a
confrontarsi per creare
una loro personalità che
troppo spesso è condizionata
da porte sbarrate, rifiuti,
il tutto già vincolato
dalla routine di chi ti ha
in consegna.
Ognuno quindi si è formato
condizionato da
condizionati, un cane che si
morde la coda – pochi
secondi di pausa guardandosi
negli occhi con aria attenta
– Sai quanti ragazzi vivono
questo stato di
scappare dalla propria
famiglia, dall'ambiente in
cui sono cresciuti in quanto
si sentono pesci fuor
d'acqua e anche non avendo
nulla hanno un bagaglio
dentro che è la loro unica
fonte di ricchezza e
e quello basta per sfondare?
E quanti lo fanno? Cosa
diventano se non lo fanno?
Tu lo hai fatto!
Vuoi che continuo?
Si.
Se la vita non mi sorride
ma chi se ne frega, le
sorrido io.
Non è il cielo sotto cui
viviamo che deve cambiare,
siamo noi a dover cambiare
il nostro cielo.
Non saremmo più noi, saremmo
alberi senza radici, senza
linfa vitale.
E come faremmo a colorare i
giorni della settimana in
splendidi arazzi di vita?
Matteo aveva un groppo in
gola e ammirava fisso quella
ragazza, totalmente rapito
da quelle frasi e dalle
espressioni che avevano
accompagnato quelle dolci e
feroci note.
Il silenzio seguente fu
davvero assordante e fu lui
a romperlo.
Gianna, scusa se te lo
chiedo, ti trovi bene con
Giulio? Ti ha mai concesso
di scandagliarlo così?
Questa volta fu Gianna ad
abbassare lo sguardo.
Io penso – tornando a
guardarlo – che un animo da
ragazzino è celato in ognuno
di noi; c'è chi per
vergogna o non so perché
tende a sopprimerlo e chi
invece dà nota, colore, voce
e libertà al proprio
animo fanciullesco.
Lui esagera nel secondo caso
perché non permette a
nessuno di scandagliarlo.
Inoltre io sono in un
periodo irripetibile della
mia vita e temo di
deluderlo; forse entrambi
non siamo
certi di cosa cerchiamo,
così come io non voglio che
questa situazione turbi i
miei studi.
Sai Gianna, anch'io ho
paura di aver in qualche
modo deluso Federica, è una
così brava ragazza e io
… non lo so, devo ancora
capire.
L'importante è non fare
cattivi pensieri, imparare a
prendere la vita con maggior
filosofia, confidarsi se
è possibile e ponderare.
E' così Gianna, hai
ragione.
A proposito, il tempo vola,
a che ora vuoi rientrare?
Adesso va bene, meglio
rientrare un po' prima, vado
da Federica.
Ok, ti accompagno.
Grazie Matteo, una serata
che non dimenticherò
facilmente.
Grazie a te Gianna, penso
la stessa cosa.
Credi sia il caso di dire
solo … pizza e passeggiata
con gelato?
Certo.
In tuta e occhialoni scuri
da agente segreto alle sette
Matteo sfrecciava con la sua
mountain bike tra piste
ciclabili e marciapiedi sul
lungomare.
In cuffia il suo mp3 sparava
le movimentate note di,
bella coincidenza, Sono un
ragazzo fortunato e le
cantava a squarciagola; si
sentiva un altro, aveva
dormito benissimo e ora,
felice, sentiva il bisogno
di
sfogare la sua esuberanza,
la sua vitalità.
Sugli allegri ritmi dei
mitici K C and the Sunshine
Band addirittura ballava
pedalando senza mani.
Quando si passò a Battisti
con E Penso a Te iniziarono
le allucinazioni: Vide
Gianna due volte, la prima
mentre passeggiava
accompagnata da uno
splendido pastore tedesco,
in seguito mentre procedeva
su una
elegante bici e con il
cellulare all'orecchio.
Attratto dai tavolini di un
bar decide di fermarsi per
una ricca spremuta.
Sono le otto passate, ormai
dovrebbero essere svegli
tutti.
Avrebbe voluto chiamare
Gianna, dirle qualcosa, come
si sentiva, ma in questo
caso la prima idea non
poteva
essere la prima azione;
scrisse un messaggio alla
sua ragazza.
“Buongiorno Federica, posso
chiamarti?”
“Ciao Matteo, sono sveglia
chiama tranquillamente”
Ciao bella signorina, come
ti senti?
Stamattina meglio grazie,
che sfortuna però, proprio
ieri, ci tenevo tanto .. mi
dispiace, tu stai bene?
Si grazie, sono uscito in
bici e aspettavo un orario
giusto per sentirti.
Non preoccuparti, pensa a
rimetterti presto, per il
resto c'è tempo.
E venirti a trovare? Me lo
permettono i tuoi?
Davvero verresti? Grazie
bel pupone, fammi capire
come mi sento appena pranzo
e ti faccio sapere ok?
Lo spero, qualunque cosa
sto facendo lascio appena ti
sento; un bacione Fede.
Grazie muchacho, kisssss.
Ciao vagabondo.
Ciao farfallone.
Allora, com'è la vita in
un casale il sabato notte?
Qui si possono fare affari
amico mio, speriamo bene, e
Federica come sta?
Pare meglio, forse nel
pomeriggio si può andare a
trovare.
Io torno sicuramente
dopopranzo, ti trovo?
Vado a giocare da Mario e
aspetto lì.
Vai da Giancarla da solo?
Mmmmm .. ok ti raggiungo;
ora è meglio che vada, è
l'ultima riunione, ciao
ruvido.
A dopo pazzoide.
La telefonata è arrivata
alle sedici mentre Matteo
tirava contro Mario e Giulio
e Giancarla come al solito
si
salutavano scherzosamente
con un classico “Ciao pupa”
.. “Ciao fusto pazzo”.

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