L'appuntamento è alle
ventuno, si festeggia
l'ennesimo esame da trenta
di Gianna.
Al termine di un'altra
faticosa giornata lavorativa
da responsabile del reparto
sportivo di un grande
magazzino
Matteo mezz'ora prima
dell'appuntamento camminava,
scarpe in mano e pantaloni
arrotolati al ginocchio,
sulla
spiaggia tra la sabbia e la
schiuma delle onde ad
accarezzargli i piedi.
Gli piace molto, lo rilassa.
Così adora vedere il sole
che cala, che si nasconde; è
il compimento del giorno, è
dare un senso a ciò che hai
compiuto, così come l'alba è
la nascita di ciò che puoi
dare e fare.
Solitamente questa necessità
di immergersi nella natura
affiora quando il suo umore
cambia, quando diventa
cupo, anche senza motivi
apparentemente importanti.
Ha quasi ventisei anni ed ha
iniziato a lavorare con un
piccolo contratto estivo
appena diplomato geometra,
per
guadagnare qualche soldo,
iscriversi ad una facoltà e
con il mai sopito sogno di
andare a vivere da solo,
libero,
lontano dalla famiglia che
amava ma che tanto lo aveva
condizionato.
Il sogno dell'università è
naufragato quando gli è
stata offerta l'assunzione a
tempo indeterminato grazie
al suo
spirito di sacrificio, alla
conoscenza approfondita
delle attrezzature sportive
che rappresentavano in
pratica il suo
hobby, la simpatia che
suscitava verso i clienti,
nonché i bei riccioloni che
incorniciavano un volto
mascolino
dai tratti marcati.
Tanto è che il giovanottone
in pochi anni è diventato il
direttore del reparto.
Un posto sicuro e ben
retribuito che gli ha
consentito di realizzare
l'altro sogno, prendere casa
da solo e ora
anche comprarla.
Secondo di quattro figli,
nell'ordine femmina, maschio
e dopo dieci anni ancora
femmina e maschio, di un
onestissimo muratore e di
una madre lavoratrice
saltuaria per via degli
innumerevoli e faticosi
impegni da
focolare domestico, che però
la vita aveva reso duri,
rigidi, inflessibili,
patriarcali, insensibili, e
comunque
a lui sembrava così.
Da bambino era tutto un
rimprovero, raccomandazioni,
paure, spesso tensioni.
Dopo la nascita delle altre
due creature poi le cose per
lui erano psicologicamente
anche peggiorate.
L'infanzia in un quartiere
povero e tante restrizioni
lo avevano soffocato, lo
facevano sentire incompleto
e
incompreso.
E' vittima involontaria dei
retaggi
culturali/generazionali di
una classica famiglia iper
impegnata e di non alto
profilo culturale, ma è un
bravo ragazzo e molto
orgoglioso.
Non un tipo chiuso ma a
volte con tendenza ad
isolarsi, a rimuginare; un
po' permaloso ma non
irascibile e ha
sviluppato una gran voglia
di fare e tantissimo
coraggio: a tutti i costi,
costi quel che costi.
Nemmeno la relazione con
Federica colmava oggi quel
latente senso di
insoddisfazione.
All'inizio sembrava
possibile con lei, ma poi ha
capito che in fondo le
piaceva la sorella, Gianna.
Puntualissimo Giulio, il
solito fortunello, trova
parcheggio nei pressi del
portone.
Ciao Matteo, si va con la
mia ok?
Olà Giulio, va benissimo
per me.
Erano buoni amici da tempo e
avevano conosciuto le
sorelline Federica e Gianna
due mesi prima ad una festa
di
compleanno.
Avevano anche un problema in
comune, niente sesso; le
ragazze non erano solo
sorelle, ma anche molto
amiche
e volevano essere sicure
prima di cadere in
tentazioni.
Entrambe brune e sensuali,
sono di famiglia modesta e
molto seria e con forte
tradizione religiosa; i
genitori
intelligenti, non
particolarmente restrittivi.
Federica ha venticinque
anni, un bellissimo taglio
di capelli corto, una risata
coinvolgente, uno spiccato
senso
dell'umorismo e lavora ormai
da anni in una lussuosa
profumeria.
Tutto ciò può far presumere
che sia un tipo frivolo, ma
in parte è solo un
atteggiamento che cela le
sue
insicurezze.
La primogenita che delusa
dal non aver potuto
frequentare fuori città le
nuove facoltà, un po' per le
disponibilità
finanziaria e un po' per il
“guinzaglio familiare”, ha
accettato l'invito del suo
preferito e simpaticissimo
zio
materno Ugo di entrare nella
sua profumata e ben avviata
attività dove ormai
spadroneggia.
.. Brava Federica di zio..un
giorno sarà tutto tuo,
promesso … conquistando nel
frattempo anche una modesta
quota societaria.
I ricci di Matteo gli
apparvero all'improvviso in
quella festa mentre ammirava
una specchiera.
Un sorriso all'unisono e fu
subito simpatia.
Di Gianna invece, ventitré
anni e capelli lunghi,
alcuni parenti dicono che è
“più equilibrata, più seria,
più
matura ...”, ma non è vero.
I caratteri sono differenti
in diversi punti, ma lei ha
avuto la possibilità di
osservare e di confidarsi
con la sorella,
oltre alla fortuna di avere
la facoltà dei suoi sogni in
casa.
Voleva conoscere a fondo il
genere umano, e ora è a meno
quattro esami dalla laurea
in psicologia.
Giulio gli era apparso
subito simpatico, caruccio e
brillante.
Uscirono dal portone
raggianti e con una sportiva
eleganza che di sera
esaltava il loro fascino.
La complice Federica si
affiancò ai maschietti per
creare la scenetta degli
applausi che precede la
consegna dei
regali.
Giulio porse il suo; un
deliziosissimo ciondolo con
dedica, accettato con un
caloroso abbraccio e
conseguente
bacio.
Il turno di Matteo.
Ciao cognatina,
complimenti naturalmente –
porgendo il suo presente; un
elegante cofanetto con i CD
delle nove sinfonie di L. W.
Beethoven, una passione
quella della classica che
avevano in comune.
Il biglietto recitava: “ E
vedi di non abbassare la
media sennò puoi dire addio
al Mozartiano pensiero”.
Oddio Matteo … non dovevi
… grazie grazie grazie …
smackkkkk …
E ora tutti da Ciro, il mago
della mega pizza napoletana.
La musica di Elvis rendeva
l'atmosfera allegra e
tranquilla.
Gianna riguardava i regali,
osservava tutti sorridendo e
accennava il Rockabilly con
la testa muovendo con
grande grazia la fluente
chioma.
Federica e Matteo
osservavano contenti di aver
potuto offrire quei momenti,
mano nella mano, ma, almeno
all'apparenza, senza
particolare enfasi.
Allora Dottoressa, li hai
stracciati anche stavolta a
quanto pare.
Si Giulio, e con facilità
aggiungo – sempre felice ma
senza più danzare – a parte
gli scherzi, proprio non
vedo l'ora di finire e
voglio farlo alla grande per
avere migliori possibilità.
Piuttosto ragazzacci, avete
prodotto oggi per
contribuire alle pensioni?
Matteo si introdusse nella
risata generata dalla
battuta.
Emmmmm … non si potrebbe
parlare di pizza? Ho una
fame ….
Serata piacevolissima dove
ognuno ebbe il suo spazio
per raccontare di se, della
propria giornata, dei propri
obiettivi.
Matteo fu particolarmente
colpito dall'argomento
dell'esame di Gianna;
qualcosa che riguardava
l'influenza
dell'ambiente in cui si vive
sulla formazione
socio/culturale dei giovani
virgulti.
Alcuni minuti di misurato
pomiciamento sui sedili
scrissero la parola fine
alla simpatica uscita.
Tornando a casa Matteo si
sentiva strano, cupo, preso
da pensieri tristi.
Dormì pochissimo e ammirò
l'alba.
Un nuovo giorno si affaccia
alla finestra della nostra
vita.
Cosa ci riserverà oggi?
E quando il cielo diventa
arancione … che fantastica
visione.
Solo allora si sentiva
rilassato.
Alle otto e trenta in punto
Giulio entra in ufficio, una
piccola e autonoma agenzia
immobiliare.
Ad attenderlo è Lara, la
segretaria tuttofare.
Un caffè in compagnia e poi
in postazione alle
rispettive scrivanie per
organizzare telefonate,
appuntamenti,
pratiche, accogliere i
visitatori.
Dei fantastici quattro con i
suoi ventotto anni è il più
grande.
Occhi da furbetto, brillante
e solare, capelli lisci ben
curati e appena lunghi,
caratteristiche somatiche
dolci.
La sua famiglia è abbastanza
agiata e lui, figlio unico e
molto amato, ha avuto sempre
tutto ciò che desiderava
divenendo così un po'
viziosello, un po'
libertino.
Ma è molto intelligente
anche se spesso dà
l'impressione di essere un
superficiale.
Portato per i modi gentili,
ha notato che quell'aria a
volte stralunata, da
sognatore, fa abbastanza
presa sugli
altri e saggiamente si
specializza e si allena per
sfruttarla nella sua
attività.
Nonostante l'impresa edile
di media grandezza del
padre, tutt'ora non riesce a
spiegarsi il motivo che lo
indusse
ad iscriversi ad economia
politica; chissà cosa gli
passava per la mente
all'epoca.
A fine corso infatti si è
reso conto di avere solo “un
pezzo di carta da appendere
al muro”.
In compenso fu colpito da
una freccia di cupido e si
sposò con Elena, neolaureata
anche lei.
Si sono separati dopo meno
di un anno con l'unico
vantaggio di non dover dare
gli alimenti; un
rappresentante
di preziosi l'ha portata con
se lontano quattrocento
chilometri ed ora è
divorziato a tutti gli
effetti.
Sicuramente questo è stato
l'evento che gli ha fatto
capire cos'è la vita e come
in questo caso avevano
ragione
i suoi: “ ma sei sicuro? ..
non incravattarti troppo
presto … e se poi ci
ripensi? … non ci sembra per
te ...”
Superato il difficile
momento personale ha messo
come suol dirsi la testa a
posto e, preso il patentino,
si sta
impegnando totalmente, anima
e corpo, a questa attività
in qualche modo attinente a
quella famigliare.
L'hobby è in comune con
Matteo; entrambi quando
possono frequentano la sala
biliardi di Mario, anche
perché
spesso al bar c'è la
simpaticissima Giancarla con
i suoi famosi ginseng.
Gianna si è svegliata alle
nove; la guerriera vincente
si è concessa qualche ora di
meritato sonno in più.
Sul comodino nota una
confezione colorata e con un
elegante nastrino rosso.
E' il regalo di Federica, un
profumo di rara dolcezza e
femminilità; grande Fede,
riesci a sorprendermi
sempre,
tvb.
Decide allora di sostituire
il ciondolo della catenina
con il regalo di Giulio e di
rimanere ancora in camera
mezz'ora per concedersi alle
dolci note della nona
sinfonia.
Inevitabilmente i suoi
pensieri sono per Matteo; di
lui percepisce gli sbalzi
d'umore, ammira la sua
particolare
sensibilità e il suo modo di
essere puntiglioso e
attentissimo osservatore.
L'impressione è che ha
tantissimo da dare, ma per
qualche motivo a lei
sconosciuto non vuole o non
riesce.
Forse, pensa, è anche
Federica; sono diversi e non
mi pare proprio una coppia
di innamorati persi.
Va beh che anch'io …
lasciamo perdere va … ora
voglio pensare solo al fine
settimana, poi da lunedì si
lavora per arrivare a meno
tre e se sono brava lo
faccio in quindici giorni e
posso iniziare la tesi.
