“E quando meno te lo aspetti potrebbe capitare qualcosa di bello, anche di più di quello che avevi programmato”

                                                         Cap. I

 Procedo tranquillamente a piedi verso il centro. Metà mattina, un tiepido sole, giacchino di lino nella mano sinistra, mano destra libera. Il marciapiede è stretto e scomodo, non frequentato; l'altro invece è alberato e ti consente di vedere almeno vetrine e portoni.               Attraverso. Qui c'è abbastanza gente ma non bisogna rallentare o zigzagare tra i pedoni.

 C'è poco da fare, è vero, quando torna la stagione tutto è più bello, più colorato; i volti sembrano più sorridenti, i

 colori più vivaci e, perchè no, più minigonne e più pantaloni attillati;  la potenza del sole.

 A venti metri circa di distanza in questo tranquillo via vai un volto attrae la mia attenzione: viene in senso opposto

 con un incedere regolare, non veloce e un'espressione spensierata, quasi sorridente.

 Occhi chiari, capelli raccolti, orecchini pendenti, braccialetto rigido e largo al polso sinistro, altezza media, sandali

 con poco tacco, pantaloni molto leggeri semiaderenti a fiori, maglietta bianca, borsetta elegante a tracolla.

 Una bellissima ragazza.

 Ormai era li a pochi metri, mi nota, ci guardiamo, per un lungo attimo ho sperato che mi  rivolga un saluto;

  in realtà è perchè io non ho il coraggio, non ho mai fermato le ragazze così, non mi piace.

 Però un suo sorriso l'ho voluto percepire, di quelli che una donna fa quando vede un uomo a disagio.

 Mi passa a fianco, mi fermo, la guardo allontanarsi, taglia quarantaquattro, fianchi morbidi e ben pronunciati, vita

 snella; armoniosa, un fisico di quelli che qualunque cosa indossi le sta bene.

 E mi tornano in mente le occasioni perse in situazioni simili …. un altro al posto mio …

 Continuo a fissarla e quasi come un automa ho iniziato a seguirla accellerando quanto bastava per avvicinarmi

 sempre più.

 In corrispondenza di una piazzetta la raggiungo, mi faccio coraggio, la affianco, il cuore accelera di colpo.

 -        Mi scusi signorina …- si volta lentamente verso di me, mi riconosce, si ferma e non sembra scocciata,

             il sorriso è indagatore – scusami dai, mi sono permesso di fermarti perchè … perchè … non ti sembra di

             conoscermi?

Che cretino,  un'altro fiasco sicuro.

Ora il suo sorriso è più solare.

Ma, non so, forse, ma non ricordo, davvero –  la voce è sottile, l'accento vagamente tedesco -

             scusami ma ora devo andare, ho fretta e tante cose da fare, ciao.

Aspetta dai, almeno  conosciamoci –  con aria dispiaciuta – mi chiamo Angelo e spero di incontrarti

             ancora.

Piacere Marina.

 E se ne va lasciandomi il calore della sua mano nella mia.

 Frasi di circostanza si ma .. che effetto.

 Marina, che bel nome, e quell'accento.

 Una tedesca di nome Marina che parla bene l'italiano, possibile?

 Penso queste cose ancora emozionato e non mi decido di andare avanti; ora ho il coraggio  di seguirla, così,

 per curiosità, tante volte …

 E' ad una trentina di metri e la vedo entrare in un supermercato; entro anch'io? ma si dai, oramai.

 Aspetto un paio di minuti e cerco di essere sciolto.

 Mi viene da ridere pensando di prendere un cestino e immagino una di quelle scene da pubblicità:

 Lei prende una confezione di cereali e dall'altra parte dello scaffale mi vede.

 Solo che questo non è un film.

 Entro e con noncuranza mi oriento.

 Come primo tentativo cerco la zona detergenti/profumi o simili, mi sembra logico; magari la incontro nel reparto

 biancheria intima .. sai che imbarazzo.

 Eccola, proprio in fondo alla corsia che osserva con attenzione i prodotti.

 Se parto da qui mi vede troppo presto e addio sorpresa.

 Due passi indietro e acceleratina sulla corsia parallela.

 E' ancora lì, sta leggendo le caratteristiche su un vasetto di crema; è ancora assorta, la affianco e vai con la prima

 sciocchezza …

Ph neutro?

 Questa volta il sorriso sembrava non arrivasse mai, ma non distolgo lo sguardo dai suoi occhi e per la tensione

sento i muscoli facciali quasi vibrare per mantenere il sorriso.

 E vaiiiii, arriva il suo e questa volta è super luminoso e scuote leggermente la testa.

Sei tenace.

Mi hai folgorata.

 Più la guardo e più mi sembra bella.

 Si, ph neutro.

 E scoppiammo a ridere attirando l'attenzione di alcune signore.

 Marina, credimi, non sono uno scocciatore ma vorrei tanto conoscerti – e prima ancora che potesse dire

             qualcosa -  sei tedesca?

 Si, sono di Francoforte, mio nonno portò la famiglia lì tanti anni fa.

 Allora sei in vacanza da parenti.

 Non proprio, c'è mia zia e sono sua ospite da quasi un anno.

 E resterai qui …

 Non lo so, devo decidere, è un po' complicato; tu invece?

 Io qui ci sono nato, ho ventisette anni, purtroppo senza lavoro, e gioco a biliardo; hai un ragazzo? Esci con

            qualcuno?

 No Angelo, non sono impegnata, bisogna stare attenti agli italiani – e ridemmo ancora ma meno

             fragorosamente.

 Da buon imbranato sento che sto per bloccarmi e lei naturalmente non offre varchi.

 Posso chiamarti? Mi dai il tuo numero?

 Sposta lo sguardo senza mutare l'espressione.

 No dai

 Ti do il mio – silenzio – ma così rimani un'apparizione, permettimi almeno di accompagnarti, se fai la

             spesa qui probabilmente abiti vicino.

Davvero Angelo, ho da fare e non vorrei fare tardi; alle tredici chiamano i miei genitori, sai come sono i

             tedeschi – un attimo di sorriso a mille.

 Ok, vuol dire che ti seguirò di nascosto, scopro dove abiti e mi piazzo lì, prima o poi uscirai.

 3 -

 Via Regina Elena 136 – con un sorriso dal fondo misterioso e tornando a guardare il vasetto.

 Non ci credo.

 Diciamo che non mi piace essere seguita, ok?

 Tono e sorriso non sono mutati ma il messaggio era chiaro; non farmi spazientire, ora basta o mi rovini la

 giornata.

 Va bene Marina, conoscerti è stato esaltante e rivederti sarebbe fantastico; non ti seguo, tranquilla,

             scherzavo. Sei la ragazza più carina che ho mai conosciuto, grazie -  tendendo la mano, ma avrei voluto

              baciarla.

 Il piacere è tutto mio, sei simpatico, ciao.

 E ancora il calore della sua mano nella mia.

                                                               Cap II

  Mi ha dato uno spiraglio, penso disteso sul letto, occhi al soffitto, mani dietro la nuca e con una dolce musica di

 sottofondo;  se proprio ci tieni soffri e spera.

 E se ha inventato l'indirizzo? Può essere e sarebbe comprensibile.

 E se ha detto la verità che faccio?  Passo di tanto in tanto? Ci staziono ogni volta?  E a che ora potrebbe uscire?

 E se non esce?  Che casino … ci vorrebbe proprio una bella dose di fortuna.

 I dubbi però non affievoliscono la voglia di rivederla; se qualcuno mi guardasse nel profondo dei miei occhi

 vedrebbe solo l'immagine di lei.

 Comunque non mi dispiace affatto e ho deciso di provare, vedremo che succede.

 Esco in bici per andare al circolo e, naturalmente, un primo sopralluogo per individuare la casa.

 Al centotrentasei corrisponde una palazzina di quattro piani con cortiletto e gli alberi coprono la visuale dalle

 finestre; ci si può appostare.

 Chissà a quale piano abita e se si affaccia sulla strada.

 Sono le quindici, fa caldo, dovesse uscire ora è più probabile sia per impegni che per svago, credo.

 Resto qualche minuto sul marciapiede opposto all'ingresso, seminascosto da un'auto di grossa cilindrata.

 Io però immagino sempre di vederla uscire; e se dovesse rientrare?

 Ancora il tempo di una sigaretta, uno sguardo alle finestre;  ok vado via verso il circolo.

Ciao Mario, un caffè per favore.

 Ciao Angelo, tutto bene? Hai qualche partita da fare oggi?

 No, forse stasera. Che si dice?

 Nulla di particolare, i soliti, ma ci sono tutti, vuoi giocare?

 Non lo so, ora non ho voglia di allenarmi, sono pensieroso e non riuscirei a concentrarmi, la mente non è

             qui.

 Capperi, che ti è successo? Non sei il tipo!

 Una pacca sopra la spalla, è Toni.

 Ciao Angelo.

 Ciao campione, stai giocando?

 Si, dieci partite con Paolo e siamo alla quarta – mente ordina una bibita.

 Partita difficile, stai vincendo?

 Al momento pari, ma è dura, per lui ahahahah …...

 Bene, vengo a vederti un'oretta, poi credo che mi assento.

 E domattina vieni al mare?

 Ti chiamo, ok?

 La partita è davvero interessante e combattuta, due bei giocatori con caratteristiche simili.

 La sala è piena e i biliardi tutti occupati.

 Ma quando non sono io il protagonista mi annoio e la mente  va sempre a Lei.

 Alle sedici e trenta esco per fumare una sigaretta.

 E' caldo ma non afoso e mi decido, via Regina Elena 136.

 Mi avvio a piedi molto lentamente, come per cercare di arrivare il più tardi possibile, ci sono più possibilità (forse)

 In un cortile in una via adiacente al mio obiettivo un signore è intento a curare un piccolo roseto.

 Idea.

 -        Signore, mi scusi.

-        Mi dica giovanotto.

 -        Mi regala una rosa?

 -        Appuntamento galante eh?

-        Magari, spero nel fattore sorpresa.

 Non ha il gambo lungo ma è rossa, bellissima.

 -        In bocca al lupo allora – tornando alla sua occupazione.

 -        Crepi – sorridendo soddisfatto.

 Ci siamo, e ora che faccio?

 Piccole passeggiate, una volta verso nord su un marciapiede, una volta verso sud sull'altro, sigaretta appoggiato ad

 un albero ….

 Questa prima mezz'ora è durata un secolo … dai Marina esci … non farmi tornare tutti i giorni …

 Il classico rumore di portone che si apre …. un ragazzino con il pallone che sicuramente va al parco vicino.

 Peccato, però se esce e sono qui mi vede subito, ci vuole un appostamento diverso.

 Passeggiatina, ritorno, sigaretta, appostamento non frontale … diciassette e quarantacinque, il rumore del

 portoncino;  mi piazzo dietro un tronco a dieci metri dall'uscita.

 E' Lei .. e, si avvia in direzione opposta alla mia; perfetto e ora … forza Angelo, datti da fare e non pensare al

 cuore e ai suoi duecento battiti.

 Ha i capelli sciolti, un jeans chiaro e una splendida camicetta verde; non perdo tempo e mi affretto.

 -        Ciao Marina, ti va un gelato alla fragola? Conosco un posto delizioso …

 Questa volta si incazza veramente, penso, e prima ancora che da quel viso serio potesse uscire una nota, ho

 materializzato la rosa nascosta dietro la schiena.

 -        Se non vuoi più queste sorprese dovrai darmi un appuntamento.

 Et voilà, il sorriso più bello del mondo ….

 -        Un tedesco non l'avrebbe mai fatto .. grazie Angelo.

 -        E' un piacere Marina, un gran bel piacere. Hai impegni? Magari devi vedere qualcuno.

 Sorride ancora e scuote la testa.

 -        No, sono libera e volevo fare una passeggiata; accetto il gelato ma .. non so se prendo la fragola.

 -        Hai accettato? Un attimo per favore, fammi riprendere – mimando emozione appoggiandomi ad un

             muretto, qualsiasi cosa per  vederla ridere.

 Ci incamminiamo con la rosa nella sua mano destra; non avevo il calore della sua mano ma mi aveva accettato.

-        E' il tuo stile questo?

 -        E se ti dico di no mi credi?

 Con lei sulla riviera passeggiando e parlando di qualsiasi cosa mi sento un re, ho l'impressione di essere

 osservato da tutti mentre sento quella voce dolce e delicata.

 -        Qui Marina, in questo stabilimento fanno un gelato artigianale squisito.

 Due coppe uguali, alla frutta e con la fragola, seduti ad un tavolino con vista sulla spiaggia.

 -        Perchè mi hai detto che la tua permanenza qui è un po' complicata?

 -        A Francoforte abbiamo un bel ristorante pizzeria e dopo gli studi mi sono sempre occupata della

             contabilità; non ero affatto insoddisfatta, solo che nel mio cuore ho sempre sognato di vivere in Italia.

 -        E hai trovato un forte appoggio in tua zia …

 -        Esatto; lei è vedova, senza figli, vive sola e mi vuole molto bene, inoltre mi ha trovato lavoro presso

             uno studio legale con importanti clienti all'estero.

 -        Forte, quante lingue parli?

 -        Tedesco, Inglese e Italiano molto bene, il francese un po' meno.

 -        E allora perchè è tutto complicato ora?

 -        Perchè ormai qui in pochi mesi è diventato tutto così difficile, il lavoro si è ridotto a qualche ora a

             settimana e non si capisce se c'è futuro.

 -        A chi lo dici .. e hai parlato con i tuoi oggi, anzi, sono stati puntuali?

 -        Puntualissimi, come sempre, pochi minuti su skype  perchè il locale si stava riempiendo.

 -        Buone notizie?

 -        Punti di vista Angelo, ma ora non farmici pensare;  ottimo davvero questo gelato.

 -        Vuoi camminare ancora? Arriviamo al molo.

 -        Si ma il porto è lontano e la zia cena presto.

 Ci incamminiamo.

 -        Adesso però mi dai il tuo numero? Mettimi alla prova dai, non ti disturberò, poco … -  dai sciogliti bella

            vichinga – facciamo così allora, registra il mio almeno e … accetta un invito a cena per domani, il molo la

             sera è ancora più bello … ci tengo tanto.

 Nel suo sguardo in quel momento c'era qualcosa  di strano, una impercettibile vena di tristezza.

 -        Accetta ti prego, farò il bravo e poi mi piaci così tanto, mi fai sentire felice. Passo a prenderti alle venti,

             ok?

 -        No, facciamo alle diciannove, avrò da fare tutto il pomeriggio e vorrei anche camminare un po', contento?

 -        Contento? Strafelice direi – mimando i bambini quando giocano all' aereoplanino – qualsiasi cosa per

             vederla sorridere.

 Lei ha ancora la mia rosa  e a tutta la scena assiste dall'altro marciapiede il signore che me l'ha regalata;

 missione compiuta, sembrava dire il suo sorriso.

 E' il momento dei saluti.

 -        Ciao Marina, sono stato benissimo.

 -        Anch'io Angelo, grazie.

 -        A domani allora

 E mentre stringo dolcemente la sua mano avvicino il viso alla sua guancia e la bacio.

 La sua non è una carezza, ma con la rosa in mano due dita mi sfiorano la guancia.

 Le sento ancora.

                                                      Cap. III

  -        Sei già ben abbronzato Toni.

 -        Anche tu però non scherzi eh?

 -        Stasera con la camicia azzurra voglio fare un buon effetto.

 -        Hai capito … nuova fiamma?

 -        E si compare, una figliuola fantastica, e che bella storia; un vero colpo di fulmine e stasera usciamo a cena.

 Siamo distesi sui lettini alle nove con il sole tutto per noi.

 A pochi metri iniziano le file della palme e un largo corridoio di sabbia separa il settore ombrelloni.

 -        Sei cotto allora, ecco perchè ti vedo un po' .. stralunato.

 -        E' meravigliosa Toni, si, sono cotto davvero; e tu esci ancora con  … come si chiama? Ahahah.

 -        No, non più, sono una farlalla.

 -        Un farfallone vorrai dire.

Mentre parliamo una ragazza si prepara a prendere il sole accomodandosi sotto una palma quasi di fronte a noi.

 E' carina, bruna e giovane, vent'anni direi.

 -        E allora campione, entro dieci minuti se non si presenta nessuno vai a conoscerla, sembra fatta per te e vi

 state mangiando con gli occhi.

 -        Ma no Angelo, che dici.

 -        Ti lascio solo se vuoi.

 Si avvicina un venditore di colore e Toni lo chiama per vedere degli occhiali.

 Li compra e prima di andare via il tipo mi regala un piccolo braccialetto a treccia colorato.

 -        Perfetto Toni, vai con questo e presentati; se vi guardate solamente ….

 -        mmmmmmmmmmmmmm

 -        Dai, non dirmi che non hai il coraggio, anche io ieri pensavo di non averne – niente da fare, rimane

  immobile – ho capito, vado io e parlo per te ..

 -        No Angelo, che cavolo fai … nooooooooo – strillando piano.

 -        Buon giorno signorina – sorrido, le offro il braccialetto e attacco una tiritera sulla sua bellezza e l'effetto

 che ha avuto sul mio amico.

 Naturalmente non è stata felicissima ma ha accettato per cortesia.

 Siamo rimasti ancora più di un'ora, ma si sono limitati ad atteggiarsi e fingere di non guardarsi.

 Uno spasso ai miei occhi.

 Il pomeriggio mentre mi alleno guardo l'orologio ogni cinque minuti; sembra che il tempo si sia fermato e ho un

 rendimento basso sul gioco, da terza categoria.

 Alle diciotto ero già pronto.

 Barba, doccia, deodorante, leggero profumo; tutto perfetto.

 Parcheggio sulla riviera, tante volte si decidesse di fare un giro, non si sa mai.

 La temperatura è perfetta come l'umidità, stanotte si vedrà il cielo stellato.

 Mi piace pensare che una mano invisibile mi sta aiutando.

 Alle diciotto e quarantacinque ero già sul posto.

Sigaretta e … cellulare, non conosco il numero.

 -        Pronto?

 -        Ciao Angelo.

 E' Lei, è Marina, e per un attimo le corde vocali sembrano bloccate, mi ha chiamato, ho il suo numero.

 -        Marina, ciao, che bella sorpresa, se vuoi sono già sotto.

 -        Bene, allora vieni su dai, terzo piano, vuoi?

 -        Ma certo, volo.

 -        Ma no, prendi l'ascensore .. ahahahahah.

 Mi attendeva all'uscita con un sorriso incredibile.

 -        Stai benissimo Angelo, complimenti.

 -        Tu invece sei semplicemente straordinaria – mentre stringo la sua mano tra le mie.

 Gonna comoda e colorata con una stupenda camicia bianca mozzafiato.

 -        Vieni Angelo, ho bisogno di qualche minuto per completare una e-mail e ti presento mia zia.

 -        Certo!

 Una simpatica e ancora arzilla signora sorridente che mi fa sentire a mio agio e dalla quale mi aspetto il classico

 …..  trattamela bene giovanotto …

 -        Vieni con me? Ti faccio vedere il mio studio, pochi minuti e andiamo.

 Tutto ordinato e accogliente, la rosa era a destra della tastiera.

 Sulla sua scrivania inoltre pochi fogli sparsi e un romanzo: “I Pilastri della Terra”.

 -        Ken Follett, il mio preferito, Tom il Costruttore …

 -        Lo hai letto?

 -        Si, come tutti i suoi lavori, lo trovo bravissimo.

 -        Ok, finito, ho dovuto mandare una e-mail un po' lunga ai miei, grazie per avere aspettato, andiamo pure.

 In quei secondi in ascensore avrei voluto …., ci guardiamo e sorridiamo.

 Il signor Follett è stato l'argomento di conversazione sulla riviera fino al ristorante vicino al porto.

 Tutto è perfetto, siamo sciolti, io mi sento alla grande, lei si dimostra simpatica, arguta e brillante.

 Mi fa impazzire come gesticola, come porta il bicchiere sulla labbra, quanta sensualità …

 Ci sfioriamo le mani, è luminosa, un sogno.   Ed era lì davanti a me.

Gli argomenti si susseguono e sono tanti, i più svariati.

 E' bello vederla felice.

 Eppure, di tanto in tanto noto qualcosa, quel velo di tristezza che la rende per un attimo cupa e che lei si affretta a

 cancellare.

 Anche il cuoco sembra mio complice: vari antipasti e due primi davvero eccellenti con un vinello bianco fresco …

 la fine del mondo.

 In attesa dell'arrosto appoggio le mie dita sulle sue.

 -        Marina mia, ma perchè ogni tanto diventi triste? Dico qualcosa di sbagliato? Dimmelo pure non mi offendo

 -        No Angelo, non sei tu, sono io che attraverso un momento difficile, particolarissimo, e con te sto passando

             una serata felice

 -        Vuoi parlarmene?

 Qualche secondo di silenzio.

 -        Si certo, te lo devo.

             I miei genitori alcuni mesi fa hanno acquisito un locale adiacente e quindi ampliato il ristorante; inoltre

             con l'arrivo di un nuovo bravissimo chef  italiano il lavoro è aumentato molto e mi stanno chiedendo di

             tornare.

             Ho anche un fratello, ma non ce la fa da solo adesso ad occuparsi anche della contabilità.

             Lì si guadagna bene, qui non più, e se decido di restare non voglio sfruttare la situazione, non è giusto.

 -        No Marina, non andartene …

 -        Vorrei  Angelo, ma non so ancora, e il tempo passa – torna a sorridere mentre intreccio le dita con le sue –

             ma non potevi fermarmi prima?

 -        Ma non potevi telefonarmi appena arrivata in italia?

 Poco traffico sul molo, e sempre più rado man mano che si arriva alla punta.

 Lì lo spettacolo è incredibile: La luna, le stelle, il mare e i suoi rumori, dietro di noi le luci della città, e noi ad

 ammirare.

 Anche la brezza è venuta in aiuto.

 Le sposto un ciuffo di capelli dalla guancia e .. la bacio, un leggero morbido bacio sulle labbra.

 Ci guardiamo, gli occhi dolci, la stringo a me, mi accarezza dolcemente, e ci baciamo appassionatamente,

completamente trasportati.

 Lei mi accarezza sempre, io la stringo e passeggio sui suoi fianchi, sulla sua schiena, sulle braccia.

 Il paradiso.

 Ci guardiamo fissi sorridendo e con qualche lacrima, e torniamo a baciarci, a stringerci, ad accarezzarci.

 -        Quanto sei bella Marina.

 -        Quanto sei dolce Angelo.

 Sono l'uomo più felice del mondo, amo Marina e piaccio a lei.

 Il ritorno è quasi tutto in silenzio, un'estasi, tra la gente,camminando abbracciati, la sua guancia sulla mia spalla.

 Non abbiamo bisogno di nulla, è davvero il paradiso, e ogni tanto la necessità di baciarci, di sorriderci.

 La prima fermata al cancello del 136, un lungo bacio appassionato.

 La successiva appena dentro il portoncino, come sul molo.

 All'uscita dell'ascensore ci guardiamo per almeno due interminabili minuti.

 Stiamo realizzando che la serata è finita e che siamo innamorati.

 La felicità è un misto tra riso e pianto e quando mi  accarezza nuovamente appoggio anche la mia mano e penso

 … ti amo.

 E ho rivisto il velo di tristezza.

                                                            Cap. IV

 Ho passato una notte dolcissima e ho rivissuto tutti i momenti.

 Ogni secondo, ogni attimo, ogni particolare, ogni sensazione, ogni sapore, ogni profumo, ogni passo, ogni

 carezza, ogni piccola emozione.

 Il massimo.

 Nei pochi momenti di sonno l'ho sognata, l'ho vista, le ho sorriso, ma ho potuto solo sfiorala.

 E a questo pensiero rabbrividisco.

 No Marina, ti prego, non andare via, non ho mai provato momenti così intensi.

 Ti ho cercata, ti ho conosciuta, ti ho trovata, ti voglio.

 E adesso la vita non può farmi questo, non è giusto.

 Perdersi per Lei è bellissimo; è un'immagine costante, qualcosa senza limiti.

 Quegli occhi, quelle dita, quei fianchi, quella grazia.

Ma io come potrei impedire una soluzione così drastica? E sarebbe solo egoismo?

 Magari divento tedesco io.

 Si, e magari vado a lavorare al suo ristorante; ma dai che a mala pena ricordo un po' di francese scolastico.

 Magari viene lei una, due volte l'anno, e magari vado una volta anche io.

 Si, capirai, così le cose si smorzano e finiscono.

 Continuare i contatti è facile, skype, facebook, … ma quello che vivi da vicino è diverso, e se non ci si frequenta ..

 Comunque ha detto che non è ancora deciso quindi per ora lasciamo perdere.

 Sono le otto, sarà sveglia? Le mando un sms, voglio dirle quanto mi piace e come mi sento.

 Ma non faccio in tempo, arriva prima il suo.

 Buon giorno Angelo (quanto mi piace chiamarti così), ho passato una serata fantastica e tu sei un ragazzo

 stupendo, grazie, ti ho pensato tanto”

 Marina, amore mio, baciando il telefono.

 “Buon giorno Marina, sei sempre stata qui con me e non mi importa di impazzire, ti amo. Posso chiamarti ora?

 Mi manca la tua voce, stella mia”

 “Certo tesoro”

 -        Ciao stupenda creatura, hai fatto di me l'uomo più felice al mondo.

 -        Oh Angelo, sei adorabile e poi … baci così bene …

 -        Mmmmmmmmmm …. cosa fai oggi? Riusciremo a vederci? Voglio risentire le tue carezze.

 -        Certo tesoro mio, lo voglio anch'io, ma stamattina mi dedico alla casa. Se ci sentiamo appena pranzo va

             bene per te?

 -        Naturalmente.

 -        Che farai? Andrai al mare?

 -        Non lo so ancora, ma so che resto ancora qui a gustarmi questa dolce confusione mentale.

              Ma al mare possiamo andare insieme; vuoi vedere l'alba con me? Andiamo in bici e, poi in spiaggia, sarà

              indimenticabile

 -        Bello, perchè no, ci penso dai

 -        E ti bacerò tanto …

-        Mmmmmmmm questa volta lo dico io ahahahahah.

 -        E il cinema ti piace? E ballare? E la musica classica?

 -        Certo Angelo, andremo anche a ballare e a sentire musica classica, ma ora calmati dai ….. sei incredibile,

             smack smack smack.

 -        Ci sentiamo per il pranzo va bene? ciao notevole.

 -        Ciao Angelo.

 E' bello farsi trasportare dalle emozioni.

 La sua voce mi ha rasserenato e mi sono addormentato.

 -        Buon giorno poltrone, caffè o linguine al pesto?

 -        Un po' di pasta mamma – mentre bacio lei, il grande capo e Elena – sono sveglio da un'ora e ho fatto la

            doccia, grazie.

 -        Ei fratellino, che ti succede? Sei così euforico; aspetta, non me lo dire, …. sei innamorato.

 -        Si vede così tanto? A proposito sorellina bella.. nel caso mi presti la tua bici? Ci siederà la ragazza più

             deliziosa al mondo.

 -        Senti questo …. ma certo pazzacchione, se me lo chiedi così.

 -        Ho capito – parla il capo – domani non mi accompagnerai a Roma – fingendo disapprovazione.

 -        E pensate a mangiare – la regina della casa – se si raffredda troppo non è più buono – sorridendo anche lei.

 Miaooooo …. frrrrrrrrrr … anche Felix sembra felice per me e si strofina sulla mie gambe.

 -        Ei fratellino, è il tuo cellulare quello che sento?

 -        Ja … - con uno scatto felino.

 E' Toni.

 -        Ciao Angelo, che fai ora stacchi il cellulare la sera?

 -        Ciao campione, sai com'è, avevo da fare.

 -        Che si fa? Al mare o da Mario?

 -        Preferisco l'aria condizionata oggi, e se mi capiti ti rompo, mi sento in forma caro lei.

 -        A proposito, ho conosciuto una bella ragazza e stasera esce con un'amica vieni vero?

 -        Hai conosciuto una ragazza? E come hai fatto ? Ahahah .. comunque no Toni, non posso e aspetto una

             telefonata.

 -        Ho capito, la valchiria ha colpito, bene bene; farò da solo allora, bell'amico che sei.

 -        Ma tu sei già al circolo?

 -        Tra mezz'ora se non andiamo al mare posso esserci.

 -        Ooooooook.

 -        Salve, parlo con la donna più bella, più affascinante e incredibile del mondo?

 -        Angelo mio, vedi che non sono abituata a tanti complimenti, poi non lamentarti se ti mangio tutto.

 -        Ah si? Facciamo subito allora …

 -        Se esci per andare a giocare passa un attimo, ti voglio smangiucchiare un po'.

         Sei tutta una sorpresa, volo ….

 Nemmeno Coppi poteva metterci di meno, e l'intensità di quel lungo appassionante bacio è stata altissima, da

 rimanere pieno di brividi e ancora ad occhi chiusi subito dopo.

 -        Ciao Marina, scusa se non ti ho salutata subito.

 -        Ciao Angelo, sei perdonato se mi baci ancora.

 La felicità è sentire le sue mani sul suo viso e il suo corpo vibrare.

 -        Che programmi hai oggi?

 -        Ora voglio riposare un po'.

 -        Fai bene, domattina dovrai alzarti mooooolto presto.

 -        Certo, poi ne parliamo; dicevo che dopo esco con zia, la accompagno a fare delle spese perchè domani va

             in gita ad un santuario. Accetti un invito a cena con noi stasera? Non imbarazzarti dai, hai delle

             preferenze?

 -        Oltre alla tua vicinanza? Veramente volevo portarti a mangiare gli arrosticini, ma se ci coordiniamo bene li

             posso portare caldi caldi.

 -        Grande, gli arrosticini, buoni, ma non devi ….... ok ok , ormai conosco quello sguardo, sento zia e più tardi

            stabiliamo. Ora vai ad allenarti?

 - Si passione mia, ma dopo questo ….. - un altro trascinante scambio.

 -        Ti avevo avvisato Toni, oggi sono imbattibile.

 La stecca sembrava una piuma e i birilli cadevano a occhiate.

 -        Questa tedeschina deve essere davvero speciale, non ti vedo così felice e forte da secoli.

 -        Già.

 -        E io stasera … liscio.

 -        C'est la vie mon ami.

 Una cenetta simpaticissima, come il frizzantino.

 E che tipetto l'arzilla vecchietta con i suoi racconti datati e divertentissimi.

 Ha una risata coinvolgente e in molte cose mi ricorda la nipote.

 -        Allora Marina, usciamo un po' o ci prepariamo una giornata da incorniciare? L'alba … il mare …. io e te.

 -        Dai vieni un po' sul divano, stiamo vicini, ora zia va a dormire.

 E abbracciati stabiliamo tutto, guardandoci negli occhi e sorridendo.

 Già vivevamo quei momenti.

                                                          Cap. V

  Non porto due biciclette contemporaneamente da quando ero ragazzino, e mai alle cinque del mattino munito di

 zainetto con asciugamani, occhiali e mp3.

 Già al buio la temperatura era perfetta, appena fresco e assenza totale di nuvole.

 La magia continua.

 Un solo squillo e poco dopo appare la mia Dea, sembra un miraggio, ma è vera ed è magica con quelle poche luci.

 Un bacio e via.

 Due minuti di leggere pedalate e la posso ammirare con le luci al neon di un bar, accolti dalla fragranza della

 tostatura del caffè e dei cornetti appena sfornati.

 Mentre bevo il cappuccino spero che le rimanga la schiumetta sulle labbra per poterla .. leccare.

 Lo facciamo contemporaneamente non curanti del barista.

Con quei pantaloncini color cachi è divina.

 E ora via, sulla riviera, verso nord, verso le spiagge libere, e iniziamo a gustarci lo spettacolo.

 Il mare è calmissimo, argenteo, un incanto …

 E il profumo dell'estate, con la leggera brezza, e il silenzio rotto solo da qualche assonnato gabbiamo brontolone.

 Finalmente l'alba, seduti e abbracciati sulla sabbia.

 L'alba che con la luce tenue illumina i nostri volti, e piano piano il sole si alza, ci guarda.

 Un orchestra di mille arpe e violini tutti per noi.

 Gli sguardi fissi in quella meraviglia e poi sdraiati mano nella mano.

 Sublime, indimenticabile.

 Felice, fiero e orgoglioso la guardo, gli occhi chiusi e lo sguardo sereno.

 Rimarrei così per ore.

 Marina è mia, è qui con me, una storia incredibile.

 Le accarezzo il viso, i capelli, la bacio, e lei ricambia con l'angelico sorriso che nessun altro può fare, con gli occhi

 chiusi; il vero fascino, dolcissima.

 -        Angelo, amore mio, io …

 -        No Marina, aspetta, restiamo ancora così, non dire niente.

 Ormai è quasi giorno e lei si alza, si allontana due metri, copre il sole ad evidenziare splendidi giochi d'ombra sul

 suo viso e sul suo corpo e mi guarda intensamente.

 Con la grazia di una principessa si sfila la maglietta, si toglie i pantaloncini sempre guardandomi fisso negli occhi

 … e appare in tutta la sua bellezza con uno stupendo bikini turchese.

 Rimango attonito, non ho parole, una bellissima cerbiatta scalza, agile,flessuosa, sinuosa, le movenze di un angelo,

 un sogno, una realtà.

 -        Quanto sei bella Marina mia …. ma io questo bocconcino me lo mangio tutto ….

 E fingendo stupore e paura inizia a correre, a scappare, voltandosi verso di me.

 E io le corro dietro e mi spoglio, cado, mi rialzo, cerco di raggiungerla, mi sfugge, scarta all'improvviso e ride, la

 tocco, la faccio fuggire ancora, la prendo, ruzzoliamo nella sabbia.

 E poi sono su di lei, disteso, e i due corpi aderiscono in un comune brivido.

 -        Ti desidero Marina, ti desidero tanto.

-        Anch'io Angelo, anche io tantissimo, ora vieni qui ..

 E seduta sui suoi talloni mi accarezza il viso, il petto, mi tira baci, e io a braccia aperte sono il suo peluche.

 La scusa per toccarci totalmente l'abbiamo trovata in acqua, freschissima, ma calda per due corpi bollenti come i

 nostri.

 Una pelle da sogno.

 E poi abbiamo nuotato.

 L'ultima sorpresa è stata musicale.

 Distesi su due prendisole bianche e mano nella mano dal lettore mp3 ho predisposto Also Sprach Zarathustra e

 Rhapsody in blue di Eumir Deodato e La Vie En Rose di Grace Jones; ritmo, armonia, passione e sensualità.

 Un auricolare a testa era sufficiente per volare alto, altissimo.

                                                         Cap. VI

 All'appuntamento delle quindici a casa sua mi presento con una vaschetta di gelato rigorosamente alla frutta con

 molta fragola, e un'orchidea.

 Salgo senza sentire mai la sua voce, solo il metallico rumore del cancello e del portoncino aperti dopo un piccolo

 colpo di citofono; mi piace, sa di sorpresa.

 Mi aspetta sull'uscio di casa con il volto triste, entro e vedo il suo viso rigato e gli occhi lucidi.

 La mia micina aveva pianto.

 -        Marina, che succede?

 Mi guarda e subito dopo mi butta le braccia al collo e tra le mie braccia scoppia in un pianto dirotto lasciandosi

 andare come una bambina.

 -        Amore, calmati ti prego, calmati – accarezzandole dolcemente i capelli – sediamoci e raccontami tutto.

 -        Devo partire Angelo, devo partire – singhiozzando.

 -        Vai via? Oh noooo … spiegati dai ..

 Mi stavo sentendo male, sembrava che il mondo mi crollasse addosso; in un attimo, un solo attimo, ho capito che

 tutte le preghiere sono state vane, che i miei sogni si infrangono come i suoi.

 Il sole va via e le tenebre prendono il sopravvento.

Ho un grosso groppo in gola e sento le lacrime spingere per uscire e sfogare copiose.

 Marina mi stringe fortissimo e io mi sento impotente, senza forze e senza parole.

 Riesco a portarla sul divano.

 Asciugo le sue lacrime con il mio fazzoletto e uso per me una parte umida a sottolineare il comune dispiacere, il

 comune dolore.

 -        Tranquillizzati stella mia, ora ci sono io, non preoccuparti, rilassati.

 -        Oh Angelo, tra pochi giorni devo andare, devo tornare a Francoforte, ma torno amore mio, te lo giuro – e

  riprende a piangere.

 -        Mi dispiace Marina, mi dispiace tanto ma come è andata? Puoi dirmelo?

 -        I miei sono così buoni con me, ma io non posso approfittare, non voglio, non è giusto, e in questo momento

  è indispensabile – un attimo di silenzio contribuisce a calmarla ancora un po' – ma ora ti conosco, ti amo

  … dimmi che mi aspetti ti prego, forse solo qualche mese … ma ho bisogno di saperlo, non mi lasciare …

 -        Io lasciarti? Ma che dici Marina, non ti lascerò mai, stringimi forte e baciami, ho bisogno di te.

 Tutti nella vita viviamo momenti tristi, ma ora a noi questo ci sembra assurdo;  passare da tanto ardore alla

 lontananza, seppur temuta, non ci sembra vero, ma è così.

 -        Forza bella mia, ora voglio vederti sorridere ancora, dopo ne riparliamo.

             Io ho voglia di fragola, tu?

 Abbozza un sorriso e annuisce passandosi i dorsi delle mani sul viso.

 -        Coraggio, è il nostro gelato … aspetta un po' … - le metto la fragola sul naso e sulle guance – come sei

  buffa ahahahah – e baciandola la pulisco.

 Lo fa anche lei sorridendo, quello che volevo, e io ne rimetto ancora, lei ride e mi mangia.

 -        A questo punto direi di fare progetti non credi? Che ne dici se mi insegni un po' di tedesco?

 -        Si Angelo, ma non qui, vieni.

 Tenendomi per mano entriamo in camera sua.

 La sola luce che entra dalle tapparelle rende l'atmosfera da casa delle bambole.

 Chiude la porta.

 -        ti prego Angelo, prendimi, voglio stare con te.

Mi vuole sul suo letto.

-        Ti ho desiderato dal primo momento che ti ho vista; sei unica e non rinuncerò mai a te.

 E ci amammo, ci amammo tanto, appassionatamente, con ardore, con sentimento.

 Abbiamo espresso tutta la nostra voglia, la nostra rabbia, il nostro amore.

 Questo significa amare e soffrire.

 Abbiamo deciso di non piangere più nei giorni che ci separano dalla partenza, ma io mi sento peggio di lei, e

 quando non c'è mi chiudo, mi isolo, mi sento tanto solo.

 Si può essere felici e gustarsi ogni momento pur sapendo che sta per terminare, ma sta finendo il sogno magico.

 Le luci si spengono, il sole si spegne.

 Un conto alla rovescia.

 Abbiamo tanti ricordi ma sono troppo vicini e intensi per impedire alla malinconia  di prendere il sopravvento.

 Gli ultimi giorni li abbiamo vissuti vedendoci il più possibile.

 Abbiamo fatto progetti, riviste tutte le foto, ci siamo amati anche sul mio letto, le ho presentato i miei e Felix non

 la abbandonava mai.

 Siamo andati a ballare e a sentire musica classica, ho preparato le sue valige.

 Ci siamo dimostrati più forti della potenza degli eventi.

 Da domani i contatti saranno virtuali, ma il tempo non cancellerà nulla, non lo permetteremo, è la forza del nostro

 amore.

 Mi mancherà tanto e non potrei desiderare nessun altra.

 La vita mi sta mettendo alla prova.

 La tristezza è l'idea che da domani non la rivedo, impazzisco e succede anche a lei.

 Nella mia mente, dentro il mio cuore, rimarrà sempre il più grande amore.

 E quando meno me lo aspettavo mi è capitata la storia più bella del mondo.

 Qualunque cosa potevo programmare non poteva essere più bella e intensa di così.

 Mario