NON è AMORE
Questo non è amore
credere fai tu ad altri
ma questo non è amore,
mi hai dilaniato il cuore
e si dimena l'anima mia
nella nebbia che mi avvolge
cercando quella stella
dove prima dimoravo,
mi gettasti in quell'oblio
dove soffoco e soffoco ancora
in nome del tuo amore
ho scordato la poesia eppure il cuore
hai piegato il capo al primo vento
rosa sfiorita ora sono dopo il tuo tradimento
e nel cadere da quella stella
cerco un ramo robusto per aggrapparmi
ma fragile ramoscello io trovo
e si spezza tra le mani
e cado giù nel vuoto più profondo.
I tuoi capelli sparsi al vento
ricorderò amaramente
mentre vai senza esserti voltato
adesso mi chiedo dove è l'amore che decantavi e perchè lo hai umiliato
GIUSEPPA

LA NOTTE
Nel buio della notte
ho acceso una fievole lanterna
mistica fede pace riemette
pregherò a lume di candela
muore per un momento
la vita con i suoi poemi
e il suo regno di ambiguità
nate in una sterpaglia di amoralità.
Ascolto dolci melodie dettate dal cuore
mentre il volto mio traspare
aspetterò la luce che sorge
nell'ora del mattino
mentre cerco di darmi vita
e poterla dare
erosa vita dal lungo cercare.
La fievole luce si spegne
e l'aurora pelllegrina d'amore
riaccende la vita.
GIUSEPPA

 

 PRIMAVERA
Il ciliegio è in fiore qual meraviglia
ecco che annuncia la primavera
è finito il tempo della veglia
non vi è più l'oscura sera
Il ciliegio risorge timidamente baciato
da un tiepido sole che l'ha illuminato
vivo si ritrova dopo un lungo inverno
schiaffeggiato dalla pioggia e sbattuto dal vento
Ha affondato le sue radici nella nuda terra
e la sua forza l'ha sostenuta
adesso mostra cotanta bellezza
come se non l'avesse mai avuta
Si donerà al mondo con i suoi frutti
Oh che delizia per gli occhi e il palato
che con semplicità ci hai donato.
fiorisce il ciliegio e si estende il suo canto
ed è subito Primavera.
GIUSEPPA

 IL FIUME
E come la carne si nutre del mio sangue
io mi nutro di te o terra generosa
al tuo cospetto ogni cuore langue
al tuo cospetto ogni mente riposa
e mi disseto del tuo sangue a cielo aperto
dal sapore di acqua fresca e cristallina
fonte di vita e senza lamento
ti offri a tutti da sera a mattina.
Batte il cuor tuo in un argine in dirotto
dilemma solitario in piena luce
le tue dolci melodie ascolto
mentre il mio viso in te rifletto.
GIUSEPPA

 

 SOLITUDINE
Alla deriva ho lasciato le membra
stanca del lungo lottare,
il mare accarezza la terra
e mi trascina con se per riposare,
il corpo cullato dalle onde marine
lascio che guidino il mio esilio
niente più pensieri e affanni
sola son io tra cielo e terra
ascolto solo il batter d'ali
di miti gabbiani.
Tra le onde lascio l'umana orma
martellante il cuore
canta in solitudine l'amore
e da lontano ascoltai
un grido inumano
di chi vuol sopravvivere
O lamento fuggi da me
ferma il momento
dell'orma che vive in silenzio.
GIUSEPPA

 LA BARCHETTA
Tra le dita quel foglio di carta
è divenuta una barchetta
mentre fuori piove e batte alla mia finestra
perche mi destate o gocce prepotenti
immersa in un sogno trovate il mio cuore
e la mente viaggia tra paludi e montagne
in cerca di rifugio per nascondere i miei pensieri
sogni proibiti,evanescenti emozioni
giocano insieme in una giostra di follia
silenzio fatto di pioggia
amara realtà, con l'acqua che scende
laverò i miei pensieri arditi
e in quel rivolo d'acqua
che hai creato <o pioggia>
ti affiderò la barchetta
fatta di carta
lascerò che affondi
nel mare delle mie illusioni.
GIUSEPPA

 FOTO SBIADITA
E come una foto sbiadita
sarò un ricordo appena accennato
chiusa dentro un cassetto di storia passata
appena un ricordo di un tempo andato
inesorabile tempo che tutto dà e tutto toglie
breve esistenza vissuta in languidi sogni
che forse non vedranno mai luce.
Triste tormento di quel che non feci
nel tempo concesso
Foto sbiadita in quel cassetto
unica testimone del mio passaggio
nel testamento lascio solo affetto
e la fierezza di aver vissuto con coraggio.
GIUSEPPA

 

 DESERTO
In mezzo a tanta gente io cammino nel deserto
ho gridato,ho parlato ma nessuno mi comprende
la mia voce è diventata silente,
chiudo le mie pene nello scrigno del cuore
e quando s'arriempe
grido a gran voce nel deserto
e nessuno ascolterà il mio dolore.
Alla fonte della speranza
abbevero questo mio corpo
per non essere ingannata da un miraggio
che appanni la vista di delusioni e rabbia
e intanto sono ostaggio
in questa immensa e secca sabbia.
GIUSEPPA

 

CAINO
Ecco Caino,arriva trascinando le sue catene
con stridor di denti e passo felino
colmo è il suo cuore di rabbia pura
mista all'orgoglio invidia e gelosia
sa che per lui non vi è nessuna cura
affanna lo sguardo in cerca di un'anima pia
che lo conforti per un istante dal dolore eterno
che lo aiuti a sopportare quel vile fardello
ma nessuno si avvicina a Caino in quel girone d'inferno
destinato a chi per invidia pugnala il fratello
vile e ingannevole sentimento
accechi la vista di chi vorrebbe solo esser amato
e l'attimo dopo il funesto momento
sai già che non sarai più salvato
GIUSEPPA

 

 
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