Il Mare

Una donna guarda il mare, dalla finestra di casa, sembra triste, o forse, solo pensierosa.

Ha lo sguardo assolutamente perso nell' azzurro del mare, così profondo.

No no, non c'è, il mondo le gira intorno e lei rimane lì, ferma, immobile, impietrita, non va, nè avanti, nè indietro.

I suoi pensieri vanno vanno, penetrano nei suoi desideri, vanno avanti, cercano di capire quale potrebbe essere il futuro e poi ancora, ancora il suo corpo immobile, fermo.

Il tempo scorre sotto i suoi piedi, come levitare sopra al mare, ma il mare si muove, è immenso, è spaventosamente immenso, è lì sopra, ferma e statica senza riuscire a capire perchè non si muove.

All’ improvviso le onde vanno all’ incontrario e si ritrova con il passato che le scorre davanti, lo trova non importante, è una vita che cerca qualcosa e sente di non averlo mai trovato. Quando pensa che il suo mare possa tornare ad andare avanti, con delle onde altissime che cavalca verso la spiaggia, ecco che si ferma, si blocca, la donna non va né avanti né indietro, si ritrova ancora una volta bloccata, con i suoi pensieri che cercano uno spiraglio per andare avanti, che cercano un modo per vedere attraverso la nebbia.

Come la sua voglia di risalire si illude, ecco di nuovo la staticità, il suo corpo fermo, volano alto solo i suoi pensieri e i desideri che però non si concretizzano.

Guarda ancora dalla finestra, vede tanta gente in riva al mare. Sente un mare di persone che le passa accanto , intorno, che si avvicina, come in un vortice in cui sente le emozioni di tutti, in cui riesce a captare le sensazioni di tutti . Nessuno però percepisce le sue, e si ritrova al centro di questo vortice. Tutto va avanti, tutto va indietro, tutto fa il suo corso tranne i suoi desideri. Si ritrova più grande, cambiata, cresciuta ma sempre ferma e immobile. Sempre.

La vita le scorre dentro ma è come se non sia lei a tessere la tela. Come se dormisse per tanto tempo, e ogni volta che si risveglia si aggiorna su ciò che le è accaduto: racconti, non avvenimenti suoi, non una vita che sente di aver vissuto a pieno. Come se avesse una doppia personalità, come se non fosse lei, ma un'altra lei a vivere al posto suo. Come se guardandosi allo specchio lei rimanesse imprigionata nel riflesso e il riflesso uscisse dallo specchio in un altro piano e vivesse al posto suo. Per questo le sue emozioni sono contrapposte.

Si trova a lottare con una lei in cui non si riconosce, e si chiede come potrebbe liberarsi dallo specchio, come potersi liberare da quel turbinio di sensazioni negative.

Il problema è che guardandosi indietro non è soddisfatta e la paura del futuro la rende totalmente succube dell’ ansia.

Guarda, guarda ancora fuori da quella finestra, ma ora piano piano chiude gli occhi, accarezza il vetro della finestra e si lascia andare accucciata per terra, raggomitolata su se stessa chiude gli occhi.

Spegnendosi poco a poco addormentandosi per sempre! 

ALESSANDRA